Allenamento al femminile – La cellulite

ALLENAMENTO AL FEMMINILE – LA CELLULITE

La cellulite, l’infiammazione delle cellule.

 

La desinenza ITE, lascia poca interpretazione in quanto utilizzata per indicare processi infiammatori.

“La buccia d’arancia” rappresenta tutt’ora uno dei grandi enigmi irrisolti della medicina in balia a ipotesi e limitate evidenze che l’hanno associata a alterazioni del microcircolo, a un’anomalia della matrice extracellulare, a una patologia del tessuto adiposo, a causa ormonali, a un problema estetico, eccetera.

Infatti, sorprendentemente, esiste un basso numero di lavori scientifici malgrado la frequenza della diffusione del “problema” particolarmente in ambito femminile.

Nello specifico, la cellulite è una alterazione dei tessuti sottocutanei dovuta a fenomeni degenerativi che comportano lesioni e ipertrofia degli adipociti, alterata circolazione ematica e linfatica, formazione di edema e fenomeni infiammatori. Se ne evidenziano tre fasi:

Fase EDEMATOSA con ristagno di liquidi e aspetto “gonfio” dei tessuti. Di primo o secondo livello in base alla “gravità “.

Fase FIBROSA che coinvolge il tessuto adiposo, le fibre del collagene e i capillari. In questa fase la cellulite assume l’aspetto “a buccia d’arancia”.

Fase SCLEROTICA quando il tessuto diviene duro al tatto, compaiono noduli di dimensioni importanti e la cute si fa fredda e dolente.

cellulite nella donna

Fonte: immagine da Google.

La pelle è una sorta di guanto che riveste la muscolatura, un “abito” tenuto aderente ai muscoli sottostanti da sottili fibre di collagene.

Filamenti che permettono alla pelle di adeguarsi ad ogni movimento del corpo mentre la pelle stessa grazie alla sua naturale elasticità acconsente aumenti o riduzioni di volume della struttura fisica.

Nell’interstizio tra derma e muscolo si accumula normalmente il grasso, e vi scorrono i sistemi ematico e linfatico.

La degenerazione sia del derma, che nel tempo perde elasticità, che del sottocute che riduce la sua aderenza alla muscolatura sono attualmente associate, malgrado gli studi limitati a volte con conclusioni antitetiche, a una moltitudine di fattori.

Ovvero:

  • IPOSSIA, carenza o mancanza di ossigeno.
  • Anomalia della struttura della matrice connettivale con richiamo dei liquidi.
  • Alterazione microcircolazione.
  • Modificazioni e protusioni nel tessuto adiposo nelle zone di accumulo.
  • Cause ormonali. La cellulite si manifesta quasi esclusivamente nel sesso femminile e viene aggravata in gravidanza, nell’allattamento, dall’uso cronico di contraccettivi. Stati caratterizzati da elevati livelli di ESTROGENI.
  • Stile di vita.
  • Alimentazione.
  • Stipsi, eccetera.

Riguardo l’ipossia, un comune filone scientifico riconosce l’insufficienza di ossigeno di cute e sottocute il PRIMUM MOVENS della cellulite.

La struttura e le funzioni della pelle dipendono dalla biodisponibilità di ossigeno, una ridotta possibilità di impiego di quest’ultimo è considerata causa primaria della maggioranza delle patologie infiammatorie o degenerative.

Se ne deduce che “le fasi della cellulite” derivano da una degenerazione della utilizzabilità di ossigeno.

Per quale motivo l’ipossia? La pelle riveste il ruolo di barriera permeabile ai flussi metabolici, energetici e informazionali tra ambiente esterno e interno. Quindi, per effetto dell’interazione tra fattori esogeni di natura fisica, chimica e biologica e/o endogeni quali stile di vita, stress, disfunzioni circolatorie, può incontrare fenomeni di ipossia.

STRESS OSSIDATIVO, o squilibrio REDOX, aggravano l’ipossia.

Nello specifico, si intende l’insieme delle alterazioni che si producono nei tessuti per esposizione di agenti ossidanti il cui effetto è costituito da alterazioni metaboliche tra cui anche morte cellulare, APOPTOSI.

Come agire per prevenire e/o migliorare donne con queste problematiche, oggetto di pudore e complessi estetici?

Consigliando una SANA ALIMENTAZIONE, rivedendo lo STILE DI VITA, e attraverso l’ESERCIZIO FISICO allenando TUTTO IL CORPO.

Amo sottolineare SEMPRE, non esistono solo T**S AND A**.

L’armonia e la salute va ricercata su tutta la struttura fisica altamente interconnessa e concatenata.

In sintesi, quale attività fisica?

  • ATTIVITA’ ALATTACIDA: non intossica i muscoli, non induce iperfagia per i carboidrati, non produce iperemia reattiva, avvia “la spot reduction”.
  • CIRCUITI di CAPILLARIZZAZIONE per migliorare l’attività delle POMPE MUSCOLARI.
  • Utilizzo di tecniche di JUMP SET in modo da sollecitare tutto il corpo e favorire la circolazione del flusso ematico.
  • RESPIRAZIONE, attivazione della POMPA RESPIRATORIA, meccanismo che contribuisce al ritorno venoso tramite il susseguirsi dei moti respiratori di inspirazione ed espirazione.

“Il segreto”: ricercare con costanza il miglioramento della circolazione e dell’ossigenazione dei tessuti, controllando l’acidosi attraverso l’attività fisica più idonea.

Infatti, ricordo che l’ipossia associata anche a fenomeni di stress ossidativo, comporta nelle cellule connettivali e adipose del derma del sottocute l’attivazione del metabolismo anaerobico con degradazione del glucosio ad acido lattico riversato poi nel microcircolo insieme ad altri metaboliti acidi.

“L’acido lattico NON E’ CAUSA di cellulite” ma certo è che sforzi intensi e duraturi, aumentandone i livelli, portando a secrezioni di fattori pro infiammatori non favorevoli ai nostri fini di prevenzione e miglioramento della “buccia d’arancia”.

Questa lunga premessa, per fare comprendere i meccanismi base di questo “inestetismo più o meno grave”, dinamiche che io stessa tengo presente nell’allenamento femminile.

BAMBOLA, così la chiamo per la sua somiglianza a una giovane Valeria Marini, si presenta a me nel febbraio

2018. Struttura molto bella, buone proporzioni scheletriche, altissima, ex sciatrice agonista, ma in sovrappeso e infiammata per eccesso di zuccheri, poca idratazione, pasti fuori controllo e periodo di sedentarietà.

Ama mangiare e le piace “spingere”.

Io, già la immagino in un prossimo futuro e inizio a stimolarla.

Intuisco un grande potenziale, è davvero bella.

Allenamento, 3 o 4 sessioni settimanali e almeno 10.000 passi al giorno per stimolare il dispendio energetico giornaliero.

Meso cicli basati su:

Jump Set con esercizi multi articolari con grandi carichi e poche ripetizioni. Quindi focus su allenamenti di forza e conseguente stimolo neurale, per riattivare il sistema nervoso e favorire la circolazione. Preceduti da esercizi di pre attivazione. Un esempio:

  • Squat a corpo libero-Back Squat e Push up slow motion-Panca.
  • Hip Thrust-Stacco e Trazioni in eccentrica con jump-Lat Machine.
  • Iperestensioni-Pressa e Chest Press-Panca.

Circuiti metabolici. Circa 10/15 ripetizioni per esercizio o cedimento. Un esempio:

  • Stacco.
  • Trazioni presa inversa con jump.
  • Push up lento presa larga (PETTO).
  • Squat a corpo libero
  • Sprawl

Oppure:

  • Trazioni con jump.
  • Hip Bridge. Gambe unite e piede davanti a ginocchio. No carico.
  • Iperestensioni panca piana con eventuali cavigliere.
  • Squat a corpo libero.
  • Iperestensioni.
  • Trazioni con jump.
  • EMOM, Plank Commando e Sprawl.

Circuiti di capillarizzazione. Basati su alte ripetizioni, senza carico e con serie interrotte. Un esempio:

  • Hip Bridge su tappeto. Gambe divaricate, piede oltre il ginocchio.
  • Abd Machine.
  • Iperestensioni su panca.
  • Affondi in camminata su tappeto velocità 1,6/2 pendenza 1/2. Oppure posteriori sul posto alternati.

Alimentazione e idratazione “ripulita” da junk food, alcool ed eccesso di zuccheri.

  • Periodo Febbraio-Aprile 2018. Macro in aumento progressivamente senza ciclizzazioni tra giorni di allenamento e riposo. Media di periodo 40 Fat, 190 Cho, 120 Pro.
  • Periodo Maggio-Giugno 2018. Ciclizzazione tra allenamento e non allenamento. Media di periodo 45 Fat, 210 Cho, 120 Pro. Cho maggiori nei giorni di allenamento e viceversa, mantenendo gli altri parametri costanti. Un pasto libero a settimana e periodo libero di ferie (dove non si è risparmiata).
  • Periodo Giugno-Agosto 2018. Notando la “capacità di adattamento” di Bambola data da momenti di stallo apparentemente senza senso, intuisco e ipotizzo la possibilità di una scarsa flessibilità metabolica e “scarsa sensibilità insulinica”. “Forse intasata e annegamento dai zuccheri?”. La flessibilità metabolica è la capacità del corpo di utilizzare il substrato energetico giusto nel momento opportuno (Fat a riposo e Cho in allenamento). Quando si è inflessibile si possono presentare problematiche diverse (vi invito ad approfondire). Nel mio caso, i progressi si erano arenati.

Strategia applicata, Cho bassi e Fat alti nei giorni ON e Cho alti e Fat bassi nei giorni OFF. Questo può migliorare l’affinità con i glucidi.

Media di periodo 50 Fat, 220 Cho, 120 Pro. Un pasto libero a settimana.

Peso da 79 kg circa, 26% BF a 71 kg, 16% BF. Il cambiamento dei tessuti, lo definisco NOTEVOLE. N

ESSUN INTERVENTO ESTETICO!

prima e dope cellulite

Fine luglio 2018 verso inizio febbraio 2018.

Nell’ultimo trimestre Bambola si è auto gestita per problemi di lavoro e distanza mantenendo bene la forma raggiunta e seguendo quanto ha imparato in questi mesi.

Riprenderemo a marzo per portare avanti nuovi progressi.

Per approfondire questi temi vi aspetto DOMENICA 10 MARZO a PONTEVICO. 

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La maggiore conoscenza e il ragionamento che ne scaturisce, faciliterà la creazione e l’attuazione di allenamenti efficaci per migliorare l’ossigenazione dei tessuti.

Cari uomini, evidenzio infine, che la cellulite non è solo una problematica femminile. Talvolta colpisce anche l’organismo maschile per fattori degenerativi, cancro, cause ormonali, genetiche e stile di vita scorretto.

Trattasi di IDROLIPESSIA.

Da ultimo, non serve ESSERE GRASSI per AVERE LA CELLULITE.

#sapevatelo!

Lara Renzi

Top Coach SBB

Esperta in allenamento al femminile

Lara Renzi

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