Bodybuilding & Punti carenti

Come sviluppare in maniera efficace i punti carenti?

Come risolvere le più comuni disparità fisiche che troviamo nel bodybuilding?

In questo articolo troverai una proposta particolare ma molto pratica ma prima di iniziare la lettura poniti questa domanda:

Perché parlare di punti carenti quando nella maggior parte dei casi basta allenarsi in modo sensato e completo?

Infondo senza far tanti giochi circensi e rimanendo sulle basi di un allenamento progressivo e strutturato si ottengono fisici davvero impressivi e magari proprio tu ne sei l’esempio avendo ottenuto nel tempo un cambiamento da lasciar a bocca aperta tutti senza aver impiegato tecniche di enfasi particolare su determinati distretti.

Ma tutti quanti dopo anni di buon allenamento contestualizzato e programmato con senno arriviamo ad un punto in cui ci fermiamo, ci guardiamo allo specchio e…

“cavoli ho le gambe grosse, mai avuti così tanti dettagli ma infondo ecco lo stecchino del gelato che puntuale si ripresenta …”

Polpaccio secco maledetto!

Oppure spalle belle tonde, petto ben sviluppato, v-shape evidente ma braccine da spaventapasseri.

Il punto è che ognuno di noi ha avuto la fortuna genetica di aver muscoli che si sviluppano in fretta o che hanno forme degne di nota sotto allenamento ma altri che purtroppo non ne vogliono sapere e questo può esser sia dal punto di vista dello sviluppo muscolare che della performance.

Fai caso a come ciò che ti piace di più allenare e che quindi fai (o hai fatto) più spesso e con più intensità è un tuo punto forte mentre ciò che ti annoia fare o su cui non riesci a dare tutto è un punto carente.

Non voglio dilungarmi però sul perché un gruppo muscolare sia o non sia carente ma porre l’accento sul cosa fare una volta che abbiamo capito di aver dei deficit su alcuni distretti muscolari.

Ora:
se noto una disparità tra un gruppo muscolare e gli altri che vi stanno attorno la cosa più logica da fare è allenare quel muscolo.

Sembra una presa in giro ma se qualcosa non cresce o non migliora la sua performance necessita di uno stimolo maggiore.

Fine della storia.

La parte “divertente” è capire che tipo di stimolo dargli e come farlo.

Che tipo di stimolo per svilupparlo?

L’idea più semplice è quella di dar la priorità assoluta ad un determinato distretto per un dato periodo di tempo.

Lo alleno di più come frequenza e volumi ed allo stesso tempo lo alleno con maggior focus ed intensità avendolo ad inizio sessione o addirittura dedicandogli un allenamento intero.

Così otteniamo una crescita per forza; ovvio no?

E allora perché non lo fa quasi nessuno?

Allenare i punti forti in palestra da quella sensazione di potenza e ti permette di farti vedere da quelli che ti stanno vicino che sei grosso, forte e prestante.

Andar a martoriare un gruppo carente a volte anche piccolo, come ad esempio dei polpacci o dei deltoidi posteriori non ti permette nessun tipo di “ego lifting”, anzi richiede un certo focus e molte volte pesi ridicoli quindi sconveniente per la nostra mente.

Per questo istintivamente stiamo lontano da certe metodiche.

Ok, visto che tutti abbiamo punti carenti e a tutti non piace allenarli che fare?

O li mettiamo per primi ad ogni singolo allenamento o troviamo un modo per render il loro allenamento integrato anche fuori dalla sala pesi.

Scegliamo la seconda opzione e mettiamo giù un’idea.

Allenamento integrato fuori dalla sala pesi

Tieni conto che dipende sempre di che gruppo muscolare stiamo parlando ma vorrei farti un esempio che secondo me esula un po’ dai canoni:

Quello delle gambe.

Possono reagire bene allo shock di un allenamento estremamente pesante come a sollecitazioni continue ma più leggere quasi lontane da uno sforzo allenante in sé ma che se sommate danno un bell effetto.

È proprio di una cosa di questo tipo che ti parlo oggi per darti un esempio pratico che sto usando e facendo utilizzare con risultati davvero ottimi.

“Allenamento, movimento e abitudine”

Con questo slogan in testa ho passato la, ormai fortunatamente finita, quarantena.

Mi urtava l’idea di aver atleti che passavano da una vita attiva, sempre in palestra e sempre in movimento ad un percorso che andava dalla cucina al divano passando dal bagno.

Quindi sotto con un’idea che in genere utilizzavo in palestra con altri esercizi ma il principio di base è presto riassunto così:

Più un gesto lo ripeto più divento bravo nel farlo; più lo ripeto senza aver un’affaticamento sistemico forte di base più consolido ancora meglio la capacità di esecuzione corretta e non corrotta dalla stanche