CIRCUITI ANTICELLULITE “CAPILLARIZZANTI” E L’ENORME CONFUSIONE CHE C’è IN GIRO

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LA STORIA

Era il 2016, circa 4 anni fa, quando ho iniziato a scrivere articoli sul femminile.

Va riconosciuto che non sono io quello che ha “inventato” certi procedimenti di allenamento finalizzati al recupero di alcuni stati edematosi, ma molti altri miei colleghi hanno fatto prima di me il lavoro di studio, io mi sono messo AD APPLICARE con logica e metodo ciò che elaboravo dopo la lettura di tali studi, creando così un vero e proprio metodo allenante.

Il ragionamento mio è cominciato così: da una parte avevo tutto il mondo del body building old school che faceva fare un milione di esercizi complementari per gambe e glutei, e tutti rigorosamente a cedimento, dall’altra c’era il nuovo bodybuilding, quello “scientifico” che diceva l’opposto, solo pesi pesanti, esercizi fondamentali e a buffer.

Chi aveva ragione?

Con il senno del poi, dopo aver fatto per tempo solo uno, e poi solo l’altro, tutti e due secondo me hanno le proprie ragioni.

La “old school” portava comunque risultati pazzeschi: glutei super ipertrofici, zero cellulite e grasso localizzato inesistente.

Al di là di quello che potrebbe essere un “inquinamento” da parte del doping, reputo che molte delle realtà che vedevo potevano benissimo non essere dopate, anche se ovviamente non ne avevo la garanzia.

Cosa è sbagliato?

Tuttavia, anche se la componente genetica la fa sempre da padrona, era per me curioso vedere donne rispondere a stimoli apparentemente errati, e per questo motivo mi sono posto le seguenti domande:

  • Possibile che sia tutto sbagliato?
  • Ma c’è veramente la possibilità che sia solo un caso? Così tanti “singoli” casi?
  • Ma sarà veramente tutto da buttare? D’altronde i più bei “culi” che abbia mai visto arrivavano proprio da quel sistema.

La “new school” invece portava risultati anche su persone decisamente poco performanti, abbassando i livelli infiammatori localizzati, ovviamente abbinati ad alimentazione e idratazione diametralmente opposte a quelle della old school.

Da lì è cominciata la mia “ricerca” basata su prove ed errori, rigorosamente basata sulla pratica.

E da allora ho codificato tre metodi di intervento ben distinti da affiancare alla “new school” che hanno comunque un fondamento, se non scientifico, almeno logico e statistico.

I metodi di allenamento che nel tempo ho elaborato sono sostanzialmente 3:

  • circuito attivatore, che ha come obiettivo il risveglio di gruppi muscolari dormienti ed inattivi.
  • circuito capillarizzante, che ha il compito di creare nuova circolazione capillare in un’area decisamente poco irrorata.
  • circuito circolatorio che serve creare circolazione sanguigna in un’area che ne ha bisogno

Ma il problema è che: come ogni cosa che si divulga senza un’adeguata formazione di base, viene storpiata o proposta in maniera generalizzata con quel “Ad Cazzum System” tanto in voga adesso, perciò la cosa più comune che vedo dopo che SBB ha iniziato a divulgare questo tipo di allenamento, è il fatto di propinarli a tutte le donne così a priori, senza un reale motivo, vedendo infiammazioni dappertutto.

Anche in un culo da copertina si vede propinare il “circuito capillarizzante anticellulite” che fa figo e non impegna chi lo propone, ma impegna inutilmente chi lo esegue.

A chi proporli?

Quindi le domande che TUTTI dovrebbero porsi sono:

  • Ma a chi sono utili questi circuiti?
  • Quando vanno proposti?
  • Vanno sempre proposti?
  • Quale circuito è migliore e per quale caso specifico?
  • Se ne può fare a meno?

Bene… facciamo un attimo chiarezza.

Da sempre dico che lo stato infiammatorio in una donna va cercato attraverso UN INSIEME ABBASTANZA ELEVATO DI SEGNALI, ma che questa ricerca non deve per forza sfociare in un ritrovamento dello stesso.

Quindi ciò che trovo è perché ho fatto un oggettivo rilevamento dei parametri che indicano lo stato infiammatorio locale o sistemico, di cui adesso spiego la differenza.

Stato infiammatorio sistemico

È uno stato generico di livelli infiammatori SILENTI generalizzati, in questo caso è l’insieme dei segnali sommati alle cause che fanno comprendere bene il risultato di INFIAMMAZIONE SISTEMICA (termine fin troppo abusato tra l’altro).

Ne parlo parecchio nel mio libro GRANDI PROGRAMMI, ma provo a riassumerti qui alcuni concetti.

Immagina un grande contenitore con scritto sopra INFIAMMAZIONE SISTEMICA dove in alto hai una apertura molto grande e sotto una fuoriuscita molto piccola.

A fianco di questo contenitore hai un insieme di tantissimi piccoli bicchieri con all’interno un liquido viscoso, denso e che non fluisce facilmente, e su ogni bicchiere c’è scritto:

  • la tua ernia lombare
  • virus
  • ginocchio che hai sbattuto
  • raffreddore
  • insonnia
  • cattiva alimentazione
  • denutrizione o iperalimentazione
  • allenamenti esagerati o sedentarismo
  • ecc.…

Ogni volta che c’è una parte LOCALE maltrattata (infiammazione locale) viene buttata nel recipiente grande, e siccome il buco in fondo è molto piccolo, il tutto defluirà con lentezza.

Ora, se tu versi solo uno o due bicchieri nel recipiente darai tutto il tempo al tuo corpo di svuotarlo, ma se continui a versare ripetutamente tanti bicchieri di tanti settori, ecco che il recipiente INFIAMMAZIONE SISTEMICA si riempirà inesorabilmente portandoti a livelli “silenti” ma presenti.

Poi se esageri con le modalità ed il tempo, allora di silente non c’è più nulla, e tranquilla che arriverà la malattia.

L’allenamento ideale

Quindi qual è l’allenamento ideale? E quando?

Semplicemente, NON ESISTE un allenamento ideale, ma c’è un modo di pensare ideale.

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Come ho detto all’inizio, per me ci sono tre tipi di allenamento ideale da proporre a seconda delle fasi.

  • Attivazione
  • Capillarizzazione
  • Circolazione

Da aggiungere eventualmente all’intervento finale che si compie quando i problemi sono risolti, ovvero:

  • Nessuna azione (specifica)

Sul libro IRONLADY ho dedicato capitoli interi per far comprendere cosa usare e quando, creando decine di esempi e una quantità enorme di tabelle esplicative segnando precisamente cosa serve in ogni caso specifico, tuttavia voglio darti comunque un assaggio senza obbligarti a comprare il libro (poi se lo comperi sono molto felice), ed è per questo che adesso ti spiego la diversità sostanziale tra questi tre diversi circuiti.

Circuiti attivatori

Parti dalle origini, non fermarti al classico ragionamento riduttivo del “punto carente=esercizio specifico” ma entra in quello che dice: “punto problematico=correzione posturale e stimolo adatto”.

Ora senza entrare in discorsi approfonditi sulla postura, di cui ho già parlato in questo articolo, ti faccio pensare ad un processo inverso, ovvero:

  • cellulite, creata da…
  • infiammazione locale o sistemica, che è generata da…
  • ipossia, che è creata da…
  • mancanza di circolazione, che è generata da…
  • mancanza di attivazione dei fasci muscolari nel movimento, che è generata da…
  • problemi posturali o motori, che sono generati da…
  • muscoli inattivi o ipertonici.

Da questa prima esamina, puoi comprendere che all’inizio non è importante creare circolazione in qualcosa che non viene attivato, ma di creare la “contrazione muscolare perduta”.

Ecco che esercizi iper-specifici, contrazioni di picco e brevi statiche possono portare all’obiettivo desiderato di “accendere” i muscoli inattivi.

Quello che vedi sotto è un semplice esempio di circuito di lavoro di attivazione, ma sarebbe da adattare a seconda della morfologia della donna.

Super set
Calci d’asino in quadrupedia 5 rep con 5” di contrazione di picco 3-4 super serie
Step up su BOX

busto leggermente piegato in avanti e mantenimento della lordosi fisiologica

8 rep con concentrica lenta e focus gluteo

Circuiti capillarizzanti

Ecco qui la parte che tutti (o tutte) pensano indispensabile, perché nel 80% dei casi soddisfa l’ego, ma non la fisiologia, ovvero la parte che CREA BRUCIORE MUSCOLARE e procura quella sensazione di “compito fatto bene”.

Dopo aver ATTIVATO credo che sia giusto (in un gluteo che ha bisogno di interventi, e non sul culo più bello del mondo… questo lo ricordo) fare in maniera che si creino nuovi vasi capillari, quindi l’operazione da fare in questa fase è quella che tutti pensano sia nociva, ovvero quella di creare il cosiddetto “bruciore” ed “infiammazione locale”.

Ma come?

Ci hai sempre detto che in un tessuto infiammato non si deve fare!

Ed infatti è corretto pensarla così se hai una bella iper-lordosi e due glutei super ipertrofici, ma che sono anche molto infiammati e edematosi, in tal caso l’infiammazione non arriva da una mancanza di attivazione e relativa mancanza di circolazione, ma magari da altri fattori come la sedentarietà o l’eccessiva attivazione e stress dell’area.

Ma se i tuoi glutei non sono due palloni da calcio e sono pure ricoperti di un velo di cellulite, allora dopo averli risvegliati devi anche creare circolazione, e la maniera migliore è creare una occlusione muscolare che poi porta ad una aumentata circolazione nell’area: in questi casi si prestano bene i lavori a tensione continua e statiche prolungate.

Ti faccio un esempio qui sotto dove come esercizio base metteremo quello scelto nel procedimento di attivazione dello scorso programma.

rep set
1° step Calci d’asino in quadrupedia con elastico 10 rep tensione continua
2° step Calci d’asino in quadrupedia con elastico

Ponte glutei con peso

10 rep tensione continua

5 rep con picco 5”

3° step Calci d’asino in quadrupedia con elastico

Ponte glutei con peso

Abduzioni laterali in quadrupedia con elastico

10 rep tensione continua

5 rep con picco 5”

10 rep tensione continua

4° step Calci d’asino in quadrupedia con elastico

Ponte glutei con peso

Abduzioni laterali in quadrupedia con elastico

Step up su box altezza ginocchio

10 rep tensione continua

5 rep con picco 5”

10 rep tensione continua

10 rep

5° step Calci d’asino in quadrupedia con elastico

Ponte glutei con peso

Abduzioni laterali in quadrupedia con elastico

Step up su box altezza ginocchio

Iperestensioni inverse con elastico

10 rep tensione continua

5 rep con picco 5”

10 rep tensione continua

10 rep

5 rep con picco 5”

6° step Camminata consapevole media velocità 5’

Attenzione!

Non è detto che arrivino dei risultati estetici in questo frangente, questo dipende dal grado di infiammazione locale, i miglioramenti arriveranno quando il lavoro verrà spostato sulla terza fase, quella circolatoria.

Circuiti circolatori

Ed ecco la parte che tutti fanno e che nessuno comprende che se viene eseguito senza le 2 parti precedenti, a poco serve, ricordandoti che se stai da Dio, non serve nulla di tutto quello spiegato in questo articolo, o meglio, non in quest’ottica.

Immagine che contiene interni, persona, tenendo, giovane

Descrizione generata automaticamente

Dopo aver creato attivazione di un muscolo dormiente, ed averlo abbondantemente capillarizzato, si può fare un lavoro di circolazione, questo sistema di lavoro differisce dagli altri perché non ha la pretesa di attivare, né di creare una nuova circolazione, ma semplicemente di “confermare” quella esistente.

Quindi è corretto dire che questi esercizi servono prevalentemente per creare una circolazione sanguigna nell’area senza però cercare un forte stato lattacido.

Il gioco è molto semplice: si selezionano esercizi mono articolari e multi-articolari (questi ultimi più concentrati sul lavoro del gluteo) e si alternano tra di loro.

Questo è un esempio utilizzando esercizi specifici e attrezzi cardio (si, quelli che ogni donna bodybuilder “moderna” snobba), ma sul libro IRONLADY potrai trovarne molti altri:

rep set
1 Gluteus machine 10 rep per parte x 5 volte senza riposo
2 Climbmill (simulatore di scale) 3 minuti – 2 scalini per volta molto lenti
3 Abductor machine 50 ripetizioni continue
4 Ellittico 3 minuti ma ti fermi prima se avverti bruciore
5 Ponte per glutei ad una gamba 10 rep per parte x 5 volte senza riposo

Conclusioni

Tutti questi circuiti sono solo esempi, ed ogni tabella suggerita non potrà mai sostituire la tua intelligenza e lungimiranza nel seguire te stessa o una tua cliente.

Ricordati che la cosa peggiore che puoi fare è proporre questi circuiti solo perché te l’ha suggerito Riccardo Grandi, perché Riccardo in verità ti sta suggerendo di farlo quando serve e non perché c’è scritto qui.

Poi, nel mio ultimo libro ci sono 440 pagine che cercano di farti capire sia il “come fare”, ma soprattutto il “come ragionare”.

Se vuoi dare un occhio all’indice completo del libro, clicca qui.

Buon IRONLADY a tutte

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