Come capire l’impostazione di un’allenamento al femminile

Per Programmare un allenamento al femminile come prima cosa occorre eseguire uno screening di informazioni che ci permetterà di reperire alcuni dati che permetteranno di fare le scelte migliori a produrre effetti concreti e soprattutto a non creare danni .

“È IMPORTANTE NON SOLO CAPIRE COSA SAREBBE MEGLIO FARE..

MA SOPRATTUTTO -COSA-NON- FARE- !”

Capire se il caso che ci si presenta sia o meno di competenza di un Preparatore Fisico è di certo il primo passo.

Domande come :

– “ utilizzi farmaci ? Se si quali “

– “ come reagisci ai momenti di stress a livello     alimentare ? Mangiando in modo smodato o digiunando?”

-“sei mai stata bulimica o anoressica ?”

Sono importantissime e ci permettono di inquadrare con un po’ più chiarezza il soggetto e di escludere che il caso non sia di competenza di un’altro specialista .

Una volta definito che il caso sia di nostra competenza il primo passo è rilevare  la composizione corporea del soggetto per avere una chiara idea del punto di partenza.

 

 

Di fondamentale importanza per la programmazione di un allenamento personalizzato sono le foto della nostra allieva su piano frontale-laterale dx e sx e -posteriore, non solo per confrontarle con i risultati nel tempo ma soprattutto per creare un piano di azione che tenga conto dei punti carenti e di eventuali posture errate.

Fondamentale è capire quali siano le zone del corpo su cui porre maggior attenzione con esercizi specifici e come per qualunque allieva o atleta occorre cercare di andare con le giuste domande a ritroso creando di intuire un percorso logico che potrebbe aver portato il soggetto alla condizione che ci presenta.

In questo caso è importante saper fare le giuste domande :

 – da quanto tempo non ti alleni? E se ti alleni che sport pratichi e con che frequenza?

 

 

Ci permette di capire il livello con cui potremmo iniziare le programmazioni di allenamento ( livello base o più avanzato ) quale sia lo stato di Fitness della persona che abbiamo davanti ed escludere o includere determinati esercizi .

  • Nella vita hai mai avuto infortuni ?
  • E se si quali ? Operazioni chirurgiche?
  • Hai dolori articolari ? Se si dove?

Sono tutte domande che ci permettono di entrare ancora più nella personalizzazione escludendo o modificando esercizi adattandoli alla persona.

Nel caso in cui ad esempio il soggetto presenti delle protesi al seno da subito potremo escludere gran parte degli esercizi per il petto soprattutto quelli che portano a maggior allungamento le fibre (croci manubri) ed anche quelli che possano causare spostamento della sede della protesi ( distensione competa delle Braccia nella fase di ritorno alla Lat-Match )

Altre domande importanti per capire come allenare una donna riguardano lo stile di vita che essa conduce ..

questo legato all’alimentazione può determinare un’insieme di combinazioni a cascata che portano ad esempio ad un maggior accumulo di liquidi e ritenzione alle gambe .. creando cellulite e quindi INFIAMMAZIONE.

Ma l’ infiammazione può essere generata da cause differenti e quindi necessitare di diverse tipologie di allenamento.

Domande come :

-lavori in piedi? Se si quante ore?

-lavori in piedi statica sul posto o dinamica?quante ore?

-lavori seduta ? Se si quante ore ?

-ciclo regolare ?

-dolore al tatto nelle zone dove ci sono accumuli di grasso ?

-quanta acqua bevi al giorno ?

Si traducono in nuove personalizzazioni di allenamento poiché oltre a capire il grado di infiammazione ci aiutano a capirne la causa creando un percorso per uscirne.

Ad esempio sappiamo tutti che alimentazione scarsa, disidratazione, scarsa attività fisica (o eccessi di attività fisica ) conducono ad un netto peggioramento fisico, questo perché quando il corpo percepisce un grosso spostamento in una direzione , reagisce spingendo nella direzione opposta ( quindi senza bere si trattengono liquidi , mangiando pochissimo si ingrassa , facendo troppa attività fisica si peggiora)  per cui agire conoscendo quali siano i dati di partenza ci permette di dare i giusti consigli ..

e soprattutto di agire in modo adeguato per dare risultati concreti.

  • Una donna che ad esempio ci dirà che lavora in modo statico per migliorare avrà di certo bisogno di un lavoro sulla micro circolazione capillare ed un buon ripristino posturale.
  • Una donna che lavora in modo dinamico magari sempre in piedi richiede un lavoro che  non aumenti i livelli di stress cosicché consigliabile sarebbe evitare troppe serie ad esaurimento evitando di accumulare acido lattico e puntare a dedicare una parte del suo allenamento allo streatching e al rilassamento muscolare.

Entrambe le tipologie di donne una volta ricondizionate potrebbero avere giovamento con un allenamento di tipo neurale quindi utilizzando ripetizioni non troppo alte e carichi un po’ più importanti ma non a cedimento .

Nel caso di una allieva con una condizione fisica buona ed uno stato infiammatorio basso invece le scelte saranno più libere e sarà possibile di certo adottare lavori più intensi e voluminosi , testando il lavoro lattacido e in base alla risposta nel tempo modulare il tutto .

Per scegliere il giusto approccio d’allenamento spesso la cosa più importante è cercare trarre quante più informazioni possibili dalla fase di anamnesi ed una volta ottenute , attraverso il buon senso, evitare di classificare una tipologia di donna in una specifica categoria mantenendola sempre in quella.

Marco Ferraiuolo

Top Coach SBB

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