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Donne e sport: pensare ed allenarsi da atleta per vincere nella vita

Secondo te, qual è la differenza tra un’atleta e una donna comune che fa palestra? Entrambe si allenano, entrambe dedicano un monte orario settimanale all’attività sportiva.



Forse la prima risposta che ti viene da darmi è: l’atleta si allena molto per gareggiare, mentre la donna normale fa giusto un po’ di sport per mantenersi in forma”.

Sono abbastanza d’accordo con questa affermazione, ma ragioniamoci insieme per capire, come coach, se ci sono differenze tra l’allenare una “donna normale” e una donna atleta.

Chi è Atleta? 

“Atleta” nel suo significato generico è colui o colei che persegue un obiettivo sportivo.

Il vocabolo atleta deriva dal latino Athleta che a sua volta deriva dal greco ἀϑλητής, derivato di ἆϑλον «gara/lotta».
L’etimologia stessa della parola “atleta”, dunque, ha in sé il concetto di gara, di lotta, di agonismo, se vogliamo (anche agonismo, deriva appunto da ἀγωνισμός che significa, indovina un po’? Lotta).

Infatti, il termine veniva utilizzato per indicare i partecipanti a competizioni sportive con in palio un premio finale per il vincitore.

Attualmente noi utilizziamo in modo più specifico la parola “agonista” per indicare lo sportivo che gareggia per ottenere un riconoscimento. 

E la parola atleta invece come la utilizziamo oggi? Qual è il significato effettivo del termine? Il vocabolario Treccani ci suggerisce che è “chi pratica un qualsiasi sport, oppure, una persona d’aspetto robusto e di forza non comune”.

Che cos’è per me un atleta

Io credo che ciò che rende un atleta tale, sia l’impegno verso un obiettivo più o meno specifico, uno sforzo e tensione continua per migliorare a livello fisico o prestazionale.

Non è atleta solo chi si allena per gareggiare, ma è atleta chi affronta ogni giorno attuando e pianificando una strategia per arrivare al proprio traguardo personale o pubblico, qualsiasi sia lo sport.

Atleta è chi affronta con consapevole dedizione e meticolosità il suo sport. Un atleta, se ci pensi, è una persona che ha un atteggiamento ed un approccio mentale coerenti con il suo obiettivo.

Gli atleti sono pazienti e lungimiranti nell’attuare programmi di allenamento e nutrizionali con estrema dedizione e, mi permetto di aggiungere, anche con passione

Atleta si diventa, in qualunque disciplina sportiva

Immagino che Federica Pellegrini, avrà iniziato a nuotare in un corso per bambini.  Non è arrivata alle Olimpiadi per grazia infusa. 

G. Sheehan, medico e autore noto per i suoi scritti sulla corsa negli anni ’70 ha dichiarato: “Ognuno è un atleta. L’unica differenza è che alcuni di noi sono allenati e alcuni non lo sono”.

Gli atleti olimpici si allenano 6 o 7 giorni a settimana con più split giornalieri, per anni. Iniziano a prepararsi durante l’infanzia per svolgere una gara ogni 4 anni, che spesso dura qualche secondo. 

E invece le persone comuni cosa fanno? Soprattutto noi donne cosa tendiamo a fare?

Ci iscriviamo in palestra a maggio per essere in forma ad agosto abbinando la classica dieta last minute. Top! Questo non è essere atleti, questo è vedere lo sport come ultima ratio per tornare in forma, perché “se avessi una genetica diversa col cavolo che andrei in palestra!”.

È vero o no? Ti è mai capitato di imbatterti in questo tipo di atteggiamento? E quanto spesso? Quindi, da coach come fare?

Trasformare una donna da cliente ad atleta

Il discorso provocatorio qui sopra, io l’ho iniziato a fare durante le mie “free session conoscitive” con alcune donne. 

Per renderle consapevoli di cosa deve essere fatto, del tempo e della costanza necessari per migliorare e raggiungere l’obiettivo.

Amo dire “inizia come mia cliente e diventerai atleta durante il percorso. Ti trasformerai!”. 

Alleno donne non atlete e donne che nel tempo lo sono diventate. Alcune di loro hanno obiettivi agonistici nelle prossime stagioni dei contest di Natural Bodybuilding.

Altre no, ma per me è come se lo fossero. 

Hanno tutte un comune denominatore: mentalità vincente e la voglia di impegnarsi.

Tutte, “atlete e non atlete”, desiderano vedersi e sentirsi con quell’aspetto tanto sognato. Da sempre.

Caratteristiche della donna comune che fa palestra

atleta donna palestra comune

È la donna che si iscrive a un club in quanto comprende che l’esercizio fisico è essenziale per “migliorare e sentirsi in forma” ma è totalmente diseducata e ha preconcetti e timori. In particolare:

  • Ha paura di costruire troppi muscoli e assumere un aspetto mascolino.
  • Non utilizza carichi importanti, per non “diventare un uomo”.
  • Si annoia immediatamente in sala pesi.
  • Non si sente seguita dagli istruttori.
  • Non utilizza bilancieri e manubri nel lower, per non “ingrossare” le gambe. 
  • Frequenta i corsi musicali per rassodare e “bruciare un po’ di calorie”.
  • Cammina sul tapis roulant ed effettua circuiti infiniti per glutei e gambe.
  • Pensa che non sia necessario investire in un percorso di allenamento e/o ricomposizione corporea con personal trainer e nutrizionista. 
  • Crede di non avere la “fortuna e la genetica” delle fitness model. 
  • Non sviluppa la mentalità vincente per inserire nella sua vita il tempo e la motivazione per allenarsi con regolarità e serietà. 

Molto spesso alla fine, tende ad allontanarsi dal club o, nei migliori casi, a frequentare la palestra in modo intermittente. 

Non sa come soddisfare il suo personale “bisogno” e spesso si sente a disagio in sala pesi. 

La conseguenza è quella di alimentare inconsciamente le proprie convinzioni e paure. 

Ma qual è il personale bisogno della donna comune che fa palestra?

  • Essere forti? 
  • Dimagrire e tonificare?
  • Scaricare lo stress?
  • Muoversi per migliorare la salute?
  • Piacersi?
  • Migliorare l’autostima?
  • Relazionarsi con gli altri?
  • Sentirsi belle e sensuali?

Tutti i punti possono essere bisogni. Alcuni non sono esplicitati e neanche percepiti dalla donna stessa. 

La base comune, a mio avviso, è la ricerca – a qualunque età- di bellezza e sensualità, anche se non viene esplicitamente dichiarato. 

Noi coach dobbiamo saperlo, solo in questo modo riusciremo a trasformare una donna comune, che bazzica la palestra, in un’atleta.

atleta donna

Se abbandonata a se stessa in un centro fitness la cliente media non migliora, si demotiva e non comprende i motivi reali dell’incapacità di raggiungere il suo obiettivo. 

L’abbonamento in palestra è percepito come uno spreco di denaro e un insuccesso. 

Invece, se la donna comune si avvicina al personal trainer, significa che ha compreso l’importanza del tuo lavoro e servizio.

Ma le “difficoltà” nel relazionarsi con lei, nel comprendere le sue reali necessità e nel costruire il programma di allenamento ottimale possono essere considerevoli.

5 grandi difficoltà nell’allenare una donna comune

1. Il desiderio di risultati veloci 

In genere le donne vogliono tutto e subito. Noi coach dobbiamo comunicare, spiegare che è necessario tempo per ottenere risultati effettivi e duraturi, rendendo noto il processo di ricomposizione corporea, le fasi e le “insidie”.

È bene ricordarlo molto spesso, molte donne hanno il bisogno di continue rassicurazioni. 

2. La mancanza di tempo

Oltre all’allenamento esiste la vita, la famiglia, il lavoro, i figli, la frenesia della società. 

Dobbiamo comprendere cosa accade alla cliente, per personalizzare il programma di allenamento e conciliarlo con le sue problematiche quotidiane, analizzare gli stressor. 

È vero che “le madri hanno due lavori”: la professione e la gestione di figli e spesso del compagno/marito. In casa si occupano di tutto, quasi sempre. 

3. La paura di annoiarsi in palestra. 

La ripetitività del gesto tecnico e degli esercizi può risultare non gradevole. E quindi come evitare che la palestra diventi un’agonia?

Stabilisci con la tua cliente piccoli obiettivi, come ad esempio riuscire a fare una trazione a corpo libero o arrivare a 100 kg di stacco. 

Magari inserisci allenamenti che lei trova piacevoli, anche se poco funzionali all’obiettivo.

Quindi, la tua cliente ama partecipare a corsi di gruppo? Bene! Inserisci questa attività  e contestualizzala nel programma di training. 

4. L’educazione allo stile di vita. 

Aiutala a comprendere che l’allenamento non è sufficiente di per sé, ma è necessario migliorare gradualmente lo stile di vita nel suo complesso acquisendo abitudini più salutari e una propensione all’esercizio che è tipica della mentalità dell’atleta.

5. La paura dei carichi e della mascolinità.

Il carico può incutere timore: paura di farsi male, di non essere abbastanza forti e terrore di accrescere la massa muscolare perdendo femminilità. 

Come convincere una donna comune a diventare un’atleta in palestra

  • Insegnale l’intensità ricercando il giusto carico allenante.
  • Trasmettile la tecnica e fai in modo che si muova correttamente.
  • Programma nel medio-lungo termine gli step necessari per l’obiettivo estetico.
  • Inserisci nuovi stimoli per progredire.
  • Consapevolizzala, spiegandole la teoria alla base della pratica e fissando obiettivi intermedi. 
  • Insegnale la pazienza.
Donna atleta

In aggiunta, reputo essenziale l’atteggiamento che si adotta verso l’allenamento e il percorso di ricomposizione corporea. 

I risultati non si ottengono grazie ad un colpo di fortuna ma chi li raggiunge è chi:

  • si trasforma.  
  • agisce. 
  • ha voglia di cambiare.
  • adotta una mentalità aperta alla crescita personale, superando gradualmente i propri limiti. 
  • si assume le responsabilità dei propri insuccessi. 
  • è curiosa, intraprendente e ha voglia di imparare.

Ecco, tutte queste caratteristiche sono proprie sai di chi? Dell’Atleta. 

E sai cosa non caratterizza mai un Atleta? Le perdite di tempo, l’ozio, le scuse e le lamentele. Questi atteggiamenti non costruttivi, infatti: 

  • Alimentano il vittimismo.
  • Distorcono la realtà.
  • Non permettono la costruzione di un’autocritica onesta.
  • Diminuiscono l’autostima.
  • Producono autogiustificazioni delle scelte.

Lasciare che la cliente si perda nei meandri di questi atteggiamenti mentali negativi ha come conseguenza l’abbandono di ogni tipo di programmazione perché la frustrazione è l’unico sentimento che riesce a provare. Quindi come fare?

Aiuta la tua cliente a costruire nel tempo un mindset vincente, quello dell’Atleta.

Come il personal trainer può aiutare la cliente ad avere una mentalità da atleta

  1. Spiega con chiarezza il programma e rendila consapevole delle insidie.

Infatti, la comunicazione, l’empatia e la relazione sono fondamentali, in questo modo conquisterai la sua fiducia e si metterà in azione.

  1. Fissale piccoli obiettivi realistici, sfidanti e realizzabili in termini di performance di allenamento. 

In questo modo la sua autostima aumenterà, si sentirà più forte e avrà la giusta carica per andare dritta verso i suoi obiettivi.

  1. Insegnale ad eliminare i pensieri limitanti e pensare positivo

“Non ci riesco, non posso provarci, non sono mai stata brava, non sono forte…”. No! Sono tutti pensieri che devono essere cancellati. Cerca di farle capire che uscendo dalla zona di comfort si possono ottenere risultati prima impensabili, che ogni fallimento è una nuova opportunità per imparare.

È proprio così che nasce un processo virtuoso.

Capisci meglio ora la mia frase iniziale?  

“Inizia come cliente e diventerai atleta durante il percorso. Ti trasformerai”. 

Grazie alla comunicazione e l’educazione all’allenamento, i piccoli obiettivi raggiunti trasformerai il suo mindset e il suo corpo.  Prima era una “donna comune obbligata a qualche ora di palestra”, poi la sua mente e il suo corpo si trasformeranno in quelli vincenti di un’atleta. 

Lara Renzi
Top Coach SBB. 

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