IL BODY BUILDING O ALLENAMENTO OVER 50

IL BODY BUILDING O ALLENAMENTO OVER 50

bodybuilding over 50

Questo articolo è per te che sei un Personal Trainer (o istruttore) o per te che ti avvali della collaborazione di un PT e frequenti una palestra.

Ci sono una enormità di persone che frequentano le palestre di tutta Italia, e ultimamente l’età media si sta spostando sempre più in alto.

La frequenza di 20 anni fa era più che altro di persone tra i 25 e i 30 anni, e adesso invece ci si sta spostando sempre più verso gli over 40/50.

Alla base di questo cambiamento c’è soprattutto una cultura diversa sia nell’utente che frequenta una palestra che nella FORMAZIONE dei personal trainer.

Ora c’è però da non sottovalutare un fattore importante, ed è che solo 5-10% degli istruttori e i PT in circolazione è in grado di fare un lavoro dettagliato su un uomo o donna di più di 50 anni.

Se sei un PT o un istruttore oppure sei seguito da un PT/istruttore e pensi di appartenere o di utilizzare quel 5-10%, alla fine di questo articolo ti farò una serie di domande a cui devi rispondere, se anche una solo piccola parte di esse ha come risposta NO, allora devi darti da fare per rientrare in quel 5-10%.

Premesse logiche e giuste

Siamo soliti a ragionare a comparti stagni… per il PT o l’istruttore esiste l’utente OVER 50 (alle volte neanche… si ragiona in under 40 e over 40), ma le variabili in campo sono un pochino di più di queste 2 chiamate in causa e le trovi qui nella tabella 1.

Tabella 1.

  • OVER 50
    • Si allena?
    • Da quanto si allena?
    • Come?
    • Cosa ha fatto sinora?
    • Ha fatto sport?
    • Da quanti giorni/mesi/anni/decenni?
    • Che lavoro fa?
    • Quanto si muove?
    • Quanto sta seduto?
    • Lavora in piedi, è statico o dinamico?
    • Quanto mangia?
    • Cosa mangia?
    • Quante ore passano dall’ultimo pasto all’allenamento?
    • Beve alcol?
    • Acqua?
    • La sua composizione corporea?
    • Stato infiammatorio?
    • Deficit motori?
    • Ecc….

 

Come vediamo le variabili sono un’infinità, ed io mi sono fermato dall’elencarle, perché potrei andare avanti ancora parecchio.

Apri la mente e usa il cervello

Come abbiamo visto sopra, le variabili sono molteplici, così come le aree di intervento e le ovvie aree di competenza da sviluppare.

Un’altra cosa che dobbiamo tenere in conto è che tra un OVER 50 che non ha mai fatto nulla in vita sua ed uno che si allena in maniera importante ed assidua c’è una differenza al quanto ENORME.

Ora rispondi a questa domanda:

Tra un OVER 50 che si allena da 35 anni ed uno che è sempre stato sedentario, in una scala da 1 a 10 dove li posizioni?

Sono CERTO che stai rispondendo il sedentario 1 e l’allenato 10, ma la verità è che uno dovresti metterlo a 5 di una scala denominata “sedentari da sempre” e l’altro a 5 in quella denominata “allenati da sempre”.

Ti sei mai domandato perché fanno i “libri di fisiologia” e i libri di “fisiologia applicata allo sport”? Semplicemente perché la fisiologia in questi soggetti è COMPLETAMENTE DIVERSA.

Ora ti starai domandando perché ho messo tutti e 2 a valore 5 anche se su scale diverse… giusto?

Perché quello che farà andare a 1 o 10 entrambe gli utenti sono elencate nella prossima tabella (tabella 2):

SEDENTARIO

  • Grado di sedentarietà
  • Da quanti anni
  • Malattie metaboliche
  • Problematiche posturali
  • Artrosi
  • Cervicalgie/lombalgie
  • Grado di infiammazione
  • Denutrizione/sovrappeso
  • Obesità
  • Blocchi articolari
  • Quantità e qualità del sonno
  • Propiocettività
  • Varie ed eventuali
SPORTIVO

  • Tipologia di sport
  • Livello d’allenamento
  • Anzianità d’allenamento
  • Agonismo sportivo/appassionato
  • Infortuni passati
  • Cronicizzazione di infortuni trascurati
  • Alimentazione inadatta o calibrata
  • Eccessi di allenamento
  • De-allenamento
  • Situazione neurale
  • Capacità motorie
  • Qualità e quantità del sonno
  • Varie ed eventuali

 

Come puoi vedere le differenze sono radicali, e le problematiche da affrontare sono infinite oltre che ostiche.

Non trascurare il fatto che per ogni problema c’è una soluzione, ma la soluzione per un problema potrebbe diventare un problema per un’altra situazione presente. Quindi nel momento che alcune o tutte queste situazioni si intrecciano, la soluzione diventa sempre più complessa e richiede grande cultura oltre che lungimiranza.

Ulteriori differenze

Altre differenze che non possono essere trascurate per nessuna ragione sono inserite nella tabella 3

  • OVER 40
  • OVER 50
  • OVER 60
  • OVER 70
  • UOMO
  • DONNA

 

Ma perchè ho inserito anche l’over 40 se l’articolo parla di over 50?

Se non riesci a darti una risposta mi sa che quando ti farò le domande alla fine rimarrai un po’ spiazzato.

Ma perché tutte le variabili sopra elencate sono quelle che fanno l’età biologica di una persona!

Un over 40 (41-42 anni) con gravi problematiche metaboliche, sovrappeso/obesità, analfabetismo motorio (non cercatelo, è un termine inventato da non so chi, e significa che l’utente non è in grado neanche di camminare correttamente senza sbattere i piedi a terra) ha una età biologica di un OVER 70.

In compenso un OVER 60 che si è sempre allenato in maniera intelligente e che ha sempre seguito uno stile alimentare confacente alla salute avrà una età biologica da OVER 40.

Inoltre la donna ha esigenze e problematiche completamente diverse che richiedono una attenta analisi. Alcune sono elencate nella tabella 4 sottostante

  • Ciclo mestruale/menopausa
  • Cronicizzazione della cellulite
  • Grado infiammatorio
  • Gravidanze
  • Uso di ormoni
  • Tipologia di lavoro che potrebbe interferire o agevolare nella microcircolazione capillare.
  • Ecc…

 

E tutte queste variabili (sia in donna sportiva che sedentaria) sono quelle che fanno la differenza sulla scelta di un allenamento piuttosto che un altro.

Ormoni, sarcopenia, ostoeporosi.

I livelli di testosterone variano in maniera considerevole in soggetti di 40-50-60-70 anni, e più l’età avanza e meno i livelli di testosterone sono ottimali a volumi ed intensità allenanti, e le differenze possono diventare anche importanti in soggetti che hanno fatto del loro stile di vita un “credo” o un “optional”

Nella formulazione di una programmazione d’allenamento non possiamo non tenerne presente.

La sarcopenia è il progressivo declino della massa e della forza muscolare dovuto all’invecchiamento.

Purtroppo è un processo inevitabile, la sarcopenia ha inizio attorno ai 40-50 anni, con un ritmo che da lento, nei primi 10 anni circa, diventa incalzante a partire dai 60 anni.

Responsabile di: costante senso di debolezza, perdita di resistenza, scarso equilibrio, andatura rallentata e difficoltà a svolgere le più normali attività quotidiane (es: salire le scale).

La sarcopenia si può contrastare efficacemente con allenamento e alimentazione, ma purtroppo si iniziano a vedere soggetti sarcopenici già a 40 anni.

Il problema è che questo diventa la normalità, e come ogni cosa “normale” sfugge agli occhi dell’operatore e non riesce a trovare soluzioni intelligenti.

L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro, caratterizzata da una ridotta massa ossea e dal deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità e predisposizione alle fratture, soprattutto dell’anca, della colonna vertebrale e del polso.

Anche in questo caso, l’attività fisica la fa da padrona, ma anche e soprattutto lo stile di vita regresso, obesità, anoressia nervosa, fumo, sedentarietà, gravidanze, uso di farmaci, sono fattori importantissimi che determinano il livello di rischio/intervento in questa malattia.

Troppo spesso i PT stanno a guardare SOLO il loro numero di lezioni vendute e le palestre gli abbonamenti chiusi, dimenticandosi che svolgere una professione (avere partita IVA) ed essere professionisti e professionali (con cultura/intelligenza e capacità) c’è una enorme differenza.

Compliance (complicità)

Chissà quante volte hai visto un cliente che non seguiva la palestra o l’allenamento che gli hai proposto e ti sei detto che erano demotivati o senza voglia. Ma il problema è spesso (ovviamente non sempre) un altro.

Le domande da farsi sono comprese nella prossima tabella, la 5:

  1. L’allenamento è adatto alle sue esigenze?
  2. È “divertente”? cosa piace al cliente?
  3. Riesce a dare la sensazione di “obiettivo vicino”? soddisfa le speranze del cliente?
  4. Viene effettuato con la giusta enfasi? curi questo aspetto?
  5. Quale grado di impegno è disposto a darti il cliente? un ciclista ed una massaia, se devono fare un cavalcavia in bici avranno atteggiamenti completamente diversi.
  6. Lo segui sufficientemente da un punto di vista tecnico? Che grado di presenza hai con lui/lei?
  7. Lo segui sufficientemente da un punto di vista verbale? Gli parli? Come? Che argomenti instauri con lui?
  8. La tua comunicazione è adatta alla sua cultura? Oppure usi il dottorese per fare il fenomeno e poi non ti capisce e ti molla?

E non credere che sia appannaggio solo di utenti base, anche l’avanzato e lo sportivo hanno bisogno di COMPLIANCE (pr. Còmplàians).

Ecco, quando sei convinto che il tuo cliente ti abbia lasciato perché un fannullone, prima di esserne certo domandati gli 8 punti sopra elencati… si chiama CONSAPEVOLEZZA PROFESSIONALE ed è slegato dal “diamo la colpa ad uno o all’altro”, ma ha più a che fare con un RISOLVERE I MIEI PROBLEMI PROFESSIONALI per essere più incisivo, efficace ed efficiente con i miei clienti.

Un cliente soddisfatto è la gratificazione più grande per un professionista

Ora la vera differenza tra un cliente soddisfatto ed uno non soddisfatto non è solo il risultato finale che ti sei proposto per lui/lei, ma tanti piccoli risultati intermedi che possono essere definitivi o provvisori per il nostro cliente. Mi spiego meglio.

Il cliente vuole sempre la strada più corta per raggiungere il suo obiettivo, troppo spesso mi sono sentito dire RICKY TU FAMMI QUELLO CHE SERVE PER OTTENERE IL RISULTATO, ma la risposta esatta è sempre: OTTERRAI CIÒ CHE VUOI SE CIÒ CHE FAI TI PIACERÀ FARLO.

In più, molto spesso, l’obiettivo che il PT crea per il cliente (ammesso che lo crei e non lavori “ad cazzum”) è più un riflesso dei PROPRI obiettivi che non dei reali obiettivi del cliente, portando il cliente in un’area “oscura” che mai ha chiesto.

E ora le domande

  1. Fai una attenta analisi che comprenda tutte le variabili della tabella 1?
  2. Ti soffermi sempre qualche minuto sulle differenze della tabella 2 prima di stilare un programma di allenamento?
  3. Intrecci le differenze di tabella 2 con quella della tabella 3?
  4. Hai mai chiesto alla tua cliente qualche informazione della tabella 4?
  5. Infine… la compliance? L’hai mai valutata?
  6. Valuti TUTTI i 5 punti precedenti e sei IN GRADO di trovare soluzioni oppure sei alla costante ricerca di risposte e funzioni a tentativi?

6 SI: complimenti !!! sei un grande professionista !!!

5 SI e 1 NO: sei praticamente sulla strada giusta. Ti manca pochissimo, dipende da quale domanda ha avuto risposta NO.

4 SI e 2 NO: hai da lavorare un po’ ma hai capito dove andare.

3 SI e 3 NO: sei alla ricerca di riposte ed hai un po’ di confusione.

2 SI e 4 NO: non male, ma devi rivedere un bel po’ di cose.

1 SI e 5 NO: non ci siamo devi rivedere un sacco di cose.

6 NO: se ci tieni alla salute dei tuoi clienti e al tuo futuro è meglio che ti fermi un attimo e riparti da capo.

Conclusione

Gestisco centri fitness da 20 anni esatti e faccio l’allenatore da quando avevo 21 anni (ne ho quasi 50… quindi non ancora over 50) e se mi permetto di scrivere questo articolo è perché troppo spesso ho visto allenatori inconsapevoli e clienti insoddisfatti sia nel mio centro che in quello di altri.

Ora sta a te e vedere se vuoi andare avanti a fare il tuo “compitino” e portare a casa la pagnotta (e non c’è nulla di male) oppure vuoi crescere professionalmente e distinguerti dalla massa che rappresenta il 90-95% dei PT ed istruttori e diventare un portatore di salute e stile di vita corretto.

Se scegli il “compitino” mi raccomando, almeno acculturati quel tanto che basta per NON FARE DANNI !!!

Se scegli di crescere professionalmente cerca di non essere mai pieno di te…

Ricorda…

Un buon PT lavora per creare persone allenate

Un OTTIMO PT lavora per migliorare le persone.

Un PT eccellente CAMBIA LA VITA ALLE PERSONE!

Comunque se vuoi io a marzo faccio un master a Roma il 16-17 marzo che si chiama “tecniche avanzate per utenti base” e che credo ti aprirà diversi orizzonti inesplorati. Clicca sull’immagine per ulteriori informazioni.

 

Riccardo Grandi

Riccardo Grandi

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