IMPARA DAI CAMPIONI PER REALIZZARTI

Impara dai campioni per realizzarti

 

Anni fa scrivevo queste parole…

 

“Il mondo del body building è strano.”

 

È l’unico sport che cerca la massima performance diminuendo la performance stessa, ovvero, si cerca di arrivare al top ma facendolo si perde di massa magra, forza e condizione (in alcuni casi).

 

 

Come se un centometrista per correre i 100 metri in 10” ingrassasse nelle ultime 4 settimane, oppure come se un nuotatore per vincere la medaglia d’oro alle olimpiadi dovesse fare 10” in meno del record del mondo in allenamento perché è normale che in gara si perda forza.

 

Ora per fortuna, a parte qualche inguaribile romantico che preferisce avere un ottimo fisico a gennaio (con gara a ottobre) le cose sono cambiate, e la cultura che si è divulgata in questi anni proprio grazie alle grandi linee di pensiero (tutte simili ma non uguali) è nella direzione del buon senso, almeno in quel frangente.

 

Purtroppo però si è anche divulgato un metodo che è si più sostenibile da un punto di vista fisico, ma non altrettanto a livello mentale.

 

Mi spiego.

 

Dai 1000 controlli necessari per rendere scientifica una preparazione, si perde di vista che spessissimo portano ad una situazione di iper controllo e di fortissimo disagio nel momento in cui SI PERDE il controllo della situazione (basta una semplice influenza).

 

Contacalorie, contapassi, conta ore di sonno, conta pesi, conta macronutrienti, conta acqua da bere, in alcuni casi anche misura la temperatura, misura i battiti a riposo, misura le pliche, misura le circonferenze, ecc…

 

Il problema è che tutto questo porta ad un atteggiamento altamente ortoressico.

 

E l’ortoressia è una MALATTIA MENTALE.

 

 

Ora… se l’atleta quando finisce la gara stacca con tutte le misurazioni senza problemi e non ha atteggiamenti di rebound significa che di problemi non ce ne sono, ma se uno NON vuole staccare la spina difendendosi dietro ad un “MA A ME NON PESA SEGNARE TUTTO” ci sono dei problemi in vista proprio perché la realtà è che PESA NON FARLO!!!

 

Cosa insegnano i campioni…

 

Nel tempo ho avuto la fortuna di vivere a stretto contatto con diversi campioni (8 campioni italiani e diversi vice campioni, 1 campione mondiale, un vice e 2 podi mondiali) e IN TUTTI l’equilibrio era presente.

 

Uno di questi è Alessandro Manfredi, campione italiano assoluto NBFI 2017 categoria body building e terzo al mondiale WNBF categoria medi.

 

Le caratteristiche di Alessandro sono quelle elencate a seguire e sottolineo che è classe 1969, quindi un uomo di 49 anni che ha deciso di mettersi in gioco e dare il meglio di sé in una età universalmente vista come in declino, ma che in realtà non è così.

 

Spesso si rimane nel proprio limbo fatto di “faccio tutto io”, oppure “gli altri non mi capiscono” o anche “no pain no gain” ovvero “se non si soffre non si ottiene”, quando invece scopriamo che i campioni ragionano con:

  • Chi mi può aiutare?

  • Come posso spiegarmi meglio per farmi capire?

  • Per me l’impegno è un piacere.

 

Puoi leggere anche l’articolo su Cosimo De Angelis per comprendere meglio

Cosimo: da Ragazzo della porta accanto a campione del mondo!

 

 

 

I 5 punti fondamentali per ottenere il tuo successo

Nello stare a contatto con loro ho identificato 5 caratteristiche fondamentali che determinano la basi del successo nel raggiungimento della propria forma massima (qualunque essa sia, competizione, spiaggia, dimagrimento), e tutte queste caratteristiche sono replicabili da chiunque.

 

1.Il vero campione gioca per vincere. Ti spiego meglio che cosa voglio dire. Il grande maestro Yoda nel primo episodio di Star Wars disse: “fare, non fare, non esiste provare!”, ma cosa voleva dire? Semplicemente che il provare è un modo rumoroso di non fare nulla. Il “ci provo” è sempre frutto di incertezza e insicurezza su se stessi e su ciò che noi possiamo o non possiamo influenzare all’esterno. Se vuoi giocare per vincere non devi chiederti SE ce la farai, ma COME potrai farcela. Alessandro non ha mai pensato di “provarci”, fin da subito lui ha puntato in alto, ed in alto è arrivato.

 

 

2.Il campione non gioca mai da solo, ma si crea un team vincente intorno a sé.Anche in questo caso è importante crearsi il proprio team vincente se si vuole raggiungere il successo. Alle volte ci si lamenta perché non si è compresi nel proprio percorso di trasformazione, ma ti sei mai chiesto se hai coinvolto queste persone? Hai parlato con loro a cuore aperto spiegando il perché lo vuoi fare? Gli hai spiegato qual è la tua grande motivazione?

 

Ricorda che un grande nemico lo è perché ha grande forza e su di te ha grande influenza, e se iniziassi a comprenderlo tu per primo? Perché ti ostacola? Perché non vuole il tuo cambio? Ha paura di perderti? Ecco… prova ad immaginare solo per un momento cosa succederebbe se tu fossi in grado di comprenderlo e lui facesse altrettanto con te. Forse quella grande forza ed influenza diventerebbe a tuo favore invece che a tuo sfavore. Alessandro ha saputo costruire intorno a sé un team vincente a partire dalla sua compagna Jessica che è stata la sua più grande alleata nonostante non sia appartenente al mondo del ferro, sino ad arrivare ad avere un gruppo di persone propositivo intorno a sé ogni giorno. Persino i suoi clienti tifavano per lui.

 

 

3.Il campione non va mai di fretta, ma va veloce. Se pensi che sia la stessa cosa ti sbagli. Andare veloce è sintomo di lucidità, organizzazione e decisione, andare di fretta significa perdita di controllo, confusione e paura. La fretta è una cosa che ad Alessandro non è stata data. Sempre tranquillità e lucidità in ogni sua azione.

 

 

4.Il campione sa di cosa ha bisogno, e se non è in grado di averlo da solo si procura qualcuno che glielo possa far ottenere. L’umiltà è quella cosa che ti permetterà di raggiungere ciò che vuoi. Se vuoi fare tutto da solo otterrai solo risultati dettati da una limitata visione delle cose. Il fare tutto da solo per dire che è tutto merito tuo e solo tuo metterà solo in risalto le tue responsabilità d’insuccesso e l’approssimazione del successo.

 

La lucidità e la visione chiara dell’insieme è quella cosa che ti permetterà di ottenere il tuo successo, e le certezza di non potere e sapere tutto ti consentirà di ottenerlo meglio o con minor fatica o in minor tempo. Alessandro si è preparato da solo per una vita vincendo tutto. Quando dopo 4 anni ha deciso di tornare alle competizioni, si è accorto che i livelli erano cambiati e non ha esitato a contattarmi per poter fare il salto di qualità.

 

 

5.Il campione è in grado di improvvisare in situazioni in cui tutti i piani saltano. Come spiegato all’inizio. Calcoli, tabelle, percorsi guidati e poi salta la linea wifi oppure una influenza improvvisa e tutto cade in preda a disperazione e disorganizzazione. Programma tutto, anche l’imprevisto, e se qualcosa non è stato previsto apriti all’idea di improvvisare qualcosa di perfettamente imperfetto.

 

Alessandro non è mai stato un maniaco della perfezione, anzi, ma questa sua grande capacità gli ha permesso di intervenire in tanti momenti dove si presentavano imprevisti… e in una preparazione ce ne sono tanti… spesso troppi.

 

 

Cosa ci dobbiamo portare a casa

 

L’insegnamento che ci passa Alessandro e tutti i campioni che vincono nel Body building è:

 

“Nessun momento della vita è uguale all’altro, se provi a prevedere cosa succederà sei un bravo atleta, se provi a prevedere l’imprevedibile sei un bravissimo atleta, ma se sei in grado di riprogrammarti per superare ogni imprevisto sei un campione !!!”

 

Puoi leggere tutto ciò che riguarda gli allenamenti di Alessandro e Cosimo sul libro CAMPIONI SI DIVENTA.

 

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