La mente… mente monumentalmente !!!

come funziona la mente

La mente… mente monumentalmente !!!

Mi occupo anche di coaching e comunicazione (e non solo) nei corsi SBB e NBFI, e ritengo che siano il vero valore aggiunto in una preparazione agonistica, ma anche in un processo di trasformazione fisica.
Mi spiego… il coaching è una forma di relazione d’aiuto che si instaura in presenza di disagi mentali e non di malattie della mente. Uno stress traumatico, un momento di vita negativo, un grande cambiamento che genera stress, il superamento di un blocco mentale o anche ansia da prestazione sportiva.
Cosa centra con il Body Building e con i corsi di formazione?
Semplice…
Troppo spesso si vedono P.T. in “crisi” economica nonostante la loro preparazione di tutto rispetto. A volte il problema non è la mancanza di formazione, ma quello CHE PENSANO di quello che sono.
Si può riassumere il tutto in queste credenze limitanti.
  1. Credere di non essere all’altezza della situazione.
  2. Credere che gli altri siano meglio di me.
  3. Credere di non aver studiato abbastanza
  4. Credere di non avere abbastanza tempo per farlo.
  5. Credere che gli altri siano tutti nemici.
  6. Credere di essere troppo giovani/vecchi
  7.  Credere di non meritare il successo.
  8. Credere che chi ha fatto i soldi sia un disonesto.
  9. Credere che siamo migliori se lo facciamo solo per passione.
  10. Credere di portar via i soldi al prossimo facendo il proprio lavoro (mancanza di valore di quello che facciamo o che siamo… non credere in se stessi o in quello che si fa)
Altrettanto spesso si vedono atleti in “crisi” esistenziale nonostante il loro corpo veramente notevolissimo. Si vedono completamente inadeguati nel loro corpo.
Anche in questo caso si può riassumere in queste altre credenze limitanti.
  1. Credere di non essere mai abbastanza… (grossi, tirati, simmetrici, belli, ecc…)
  2. Credere di essere troppo… (piccoli, grassi, brutti, storti, ecc…)
  3. Credere di non avere abbastanza tempo.
  4. Credere di non avere l’età giusta… (troppo vecchio o troppo giovane… sempre)
  5. Credere di non essere all’altezza della situazione.
  6. Credere di essere troppo timidi (paura di mettersi in mostra)
  7. Credere di non avere abbastanza soldi (Andare in previsione di negazione, ovvero dico di non avere abbastanza soldi senza neanche sapere cosa costerà)
La realtà è sempre costituita da 2 parti ben distinte.
La prima è la REALTà OGGETTIVA… la seconda è la REALTà SOGGETTIVA.
Cosa significa? Che la prima è la realtà tangibile, misurabile e dimostrabile, la seconda è la libera interpretazione di quello che uno vuole vedere di se stesso in confronto al resto, agli altri e alle situazioni passate.
Esempio di realtà oggettiva applicato al P.T.: hai studiato TOT anni, ottenuto TOT certificazioni e fatto TOT specializzazioni.
Esempio di realtà soggettiva: ma non sono abbastanza acculturato, devo fare altri corsi, i miei colleghi ne sanno di più, quando saprò abbastanza sarò abbastanza bravo.
Esempio di realtà oggettiva applicato all’atleta: questo atleta pesa 90 kg ed è alto 180 cm con il 10% di grasso, con 40 cm di braccio
Esempio di realtà soggettiva: sono un secco oppure grasso, gli altri sono strepitosi, quello pesa più di me, ha più di braccio, ha meno grasso.
Come si vede, tra la realtà oggettiva e quella soggettiva c’è una differenza sostanziale.
Molto difficile arrivare all’obiettivo se la mente viaggia nel senso opposto.
Mettere in comunicazione queste 2 parti fatte di oggettività e soggettività è uno dei miei compiti di preparatore.
Non è REALE oggettivamente ciò di cui noi siamo convinti, ma lo diventerà sicuramente a breve se non cambiamo la nostra strutture di credenze. Mi spiego meglio. Se credo di non essere adeguato a fare il P.T. perché penso di non avere mai abbastanza formazione e che i colleghi hanno sempre qualcosa in più di me, quando mi rapporterò con i clienti lo farò mettendomi in basso rispetto ai miei colleghi, e il mio atteggiamento sarà quello di insicurezza o di mancanza di valore e questo potrebbe trasformarsi in una sorta di “svendita” di se stessi o in una reazione scortese nel momento che qualcuno mette in dubbio il nostro valore (ci arrabbiamo proprio perché noi per primi non ci crediamo… ricordati che se una cosa ti fa arrabbiare è perché ti riguarda) facendosi sottopagare o semplicemente perdendo il cliente.
La catena involutiva è questa:
Applicando la stessa cosa all’atleta, il circolo vizioso potrebbe essere:
PENSIERO NEGATIVO… Non sono all’altezza dei campioni
EMOZIONE NEGATIVA: frustrazione o depressione, irritazione o rabbia… attenzione !!! questo è uno dei motivi che porta al doping !!!
ATTEGGIAMENTO NEGATIVO: passività nell’allenamento… del genere… tanto è tutto inutile. Oppure eccessiva aggressività… del genere… gli faccio vedere io !!!
AZIONE AGGRESSIVA O PASSIVA: azione aggressiva porta al mancato controllo, quindi possibilità di infortunio ed ovviamente mancati progressi. Lo stesso vale per la passività. Poca grinta, poca motivazione e quindi nessun obiettivo e dispersione delle risorse e nessun miglioramento.
RISULTATO NEGATIVO: ovviamente se l’azione è inadatta, il risultato sarà certamente negativo.
Tutta questa catena involutiva non è razionale, ovvero, la persona NON SI ACCORGE DI METTERLA IN ATTO, in quanto per lei rappresenta la sua personalissima realtà.
La notizia positiva è che questa catena funziona anche al contrario, e quindi le cose si possono sistemare ma richiede tempo, metodo e applicazione.
Il tutto parte dal sovvertire il pensiero originario di sé, ovvero, isolare il pensiero negativo limitante e farlo diventare diametralmente opposto. Non è proprio una situazione facile da attuare, in quanto le regole sono molteplici.
Comunicazione, leadership, comunicazione non verbale, motivazione, problem solvier e tanto altro sono il valore aggiunto di preparatori e P.T..
Ora vorrei lasciarvi 2 spunti.
Il primo è un invito a riflettere proprio sulla paura di FARE il P.T. per la “concorrenza” che si vede intorno a sè, e per “l’incertezza” che si percepisce… è vero? Puoi essere assolutamente certo che sia vero? Sei certo di non “raccontartela”?
Domandatevi quali potrebbero essere gli SVANTAGGI se realizzassi il tuo obiettivo, e i VANTAGGI se NON lo realizzassi. Non rispondete NON CE NE SONO, perché non è così.
Se si realizzasse l’obiettivo si dovrebbe magari LASCIARE L’ATTUALE OCCUPAZIONE  e uscire dalla zona di comfort, e ovviamente se NON si realizzasse si avrebbe un motivo per rimanere nelle attuali certezze… ed è proprio così che i sogni vanno in frantumi.
Ricordatevi che mai si comincia e mai si sarà come si vuole…
Il secondo è una mia riflessione sul “campione” pubblicata su Olympian’s news. Ovvero, cosa significa avere una mentalità vincente nel natural body building, nello sport e nella vita.
Articolo pubblicato su Olympian’s news n°158 – maggio – giugno 2016.

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