ROAD TO LOS ANGELES 2018 campionato del mondo PRO 2018 (episodio 4… l’ultimo)

ROAD TO LOS ANGELES 2018 campionato del mondo PRO 2018 (episodio 4… l’ultimo)

La fase di “specializzazione”

Innanzitutto parto con una precisazione, Matteo non è un atleta d’elite, ma un autentico Freak (fuori quota… fuori dalla norma), quindi ciò che va bene per lui (e non è detto che vada bene, perché con lui è tutta sperimentazione) non è detto che vada bene per tutti, quindi PER FAVORE non metterti a copiare le tabelle che vedrai a seguire “pari pari”, perché riusciresti solo a bruciarti, muscoli, sistema nervoso e forse anche le articolazioni.

Specifico che questi articoli sono pubblicati per documentare un caso studio che è decisamente fuori dalla norma.

Così come la Ferrari di formula 1 è una sperimentazione della tecnologia che verrà montata semplificata sulle Panda di 10 anni dopo, vorrei che tu interpretassi questa serie di articoli alla stessa maniera.

Se ti sei perso gli altri articoli, li potrai vedere cliccando qui:

https://www.sustainablebb.com/road-to-los-angeles-campionato-mondiale-pro-2018parte-1/

https://www.sustainablebb.com/road-to-los-angeles-campionato-mondiale-pro-2018parte-2/

https://www.sustainablebb.com/road-to-los-angeles-2018-campionato-del-mondo-pro-2018-episodio-3/

L’ultima scheda poi sarà una cosa inaspettata che se la metti in pratica senza aver abituato precedentemente in tuo corpo a sopportare tale stimolo, potresti veramente bruciare la preparazione.

Ma iniziamo con la prima parte della “specializzazione”.

Step 6 sino al 9 settembre 2018

Il passaggio dalla multifrequenza (half body) ad una “falsa” monofrequenza si rende necessaria per poter portare maggior volume di lavoro sul singolo distretto muscolare e creare quello stress quantitativo (numero totale di volume per distretto muscolare) e qualitativo (intensità percepita per distretto muscolare) necessario per rendere la qualità muscolare eccelsa (striature su tricipiti, retto femorale, glutei) creando una sorta di MAGGIOR TOLLERANZA INSULICA LOCALIZZATA. Questo termine non ha nessun fondamento scientifico… è solo una mia “pippa” mentale che dovrebbe dare il senso di un procedimento di prelievo minimale di grasso localizzato per portare una pulizia dal grasso interstiziale che permette di fare la differenza in termini estetici… da qui il termine SPECIALIZZAZIONE.

L’allenamento è suddiviso sempre nei 3 settori che abbiamo visto anche nella parte 5 del programma, ovvero attivazione neurale, esaurimento dei fosfati e lavoro lattacido, solo che stavolta è stato scelto un metodo diverso.

Siamo passati dal concetto di concentrica lunga come processo di attivazione (concetto che ha destato perplessità e contestazione a qualche collega, per poi vedere che se la sono rivenduta come tecnica loro) ad uno di fondamentali pesanti e serie interrotte, ovvero con un 8RM si va avanti a fare 5 rep sino a che non se ne chiudono 4…. In poche parole MOLTO TASSANTE.

A seguire un lavoro sui fosfati con un 8RM e serie TUTTE a cedimento (alla faccia di chi che un natural non deve lavorare a cedimento… ma stiamo parlando di Matteo, quindi non un natural qualunque).

In “quasi” ultimo si mette un lavoro altamente lattacido con delle j-rep (qui trovi che cosa sono se non le conosci https://it.wikipedia.org/wiki/Ripetizioni_parziali ), e per ultimo finale una serie dove l’obiettivo è il pompaggio con richiamo massimo di sangue nell’area utilizzando una serie da 100 rep, seguito da contrazione statica massimale (una posa di quel settore) e stretch forzato per rompere la fascia ed avere maggior stondatura muscolare.

Tutte tecniche che non hanno alcun fondamento scientifico, ma che nel pratico funzionano un gran bene su atleti FREAK come lui, è ovvio che su persone che NON hanno quella quantità di muscoli, lo stretch forzato non serve a nulla se non rischiare di farsi male alle articolazioni forzandolo troppo.

La priorità è stata data ad un allenamento degli addominali all’inizio dell’allenamento, proprio perché punto carente di Matteo, e il richiamo muscolare è esclusivamente sull’allenamento della schiena, altro gruppo carente.

In pratica il programma di allenamento è questo

N.B. Alla fine degli esercizi contrassegnati in rosso fai una contrazione statica (posa) per 15” e poi uno stretching forzato del gruppo muscolare con elastico

Questa a seguire è la ciclizzazione degli allenamenti che mette in evidenza la FALSA monofrequenza fatta di split divisa in 3 ripetuta 4 volte.

La tabella cardio è stata inserita solo nelle prime settimane per operare un ulteriore lavoro metabolico.

 

Step 7 sino alla PRO CUP di Figline Valdarno, PRO CUP in Inghilterra e Mondiale di Los Angeles

Ed eccoci in dirittura d’arrivo.

La parte in cui bisogna rimettere su quei muscoli che si sono persi strada facendo con alimentazione che sale e stimoli portati all’ipertrofia, e la famigerata peak week. Ed ecco allora che si riprende in mano quel lavoro di contrazioni statiche che hanno sempre portato a qualcosa di strabiliante in passato. Le statiche hanno un effetto micidiale su matteo, ma siccome sono molto tassanti, bisogna giocarsi il Jolly quando serve, ovvero quando è necessario costruire muscoli, e lo si può fare in bulk oppure immediatamente prima della gara quando le kcal salgono per la ricarica.

Ricapitolando, su scala annuale, il lavoro con Matteo è stato in parole semplici questo:

  1. Attivare,
  2. Potenziare,
  3. Costruire,
  4. Definire,
  5. Specializzare,
  6. COSTUIRE DI NUOVO

Le contrazioni statiche mi sono state insegnate da Mario Civalleri, amico fraterno e autentico Maestro di Body Building, ma la “trovata” che ho applicato stavolta è il frutto dell’elaborazione delle statiche “Civalleriane” ad una intuizione avuta da un incontro amichevole con Ado Gruzza, dove mi spiegava come gestire degli stop al petto sulla panca piana susseguiti da ripetizioni esplosive senza cura della tecnica come procedimento ipertrofico. Bene, io ho preso l’idea di Ado (che sta in piedi perfettamente… poi vi dico perché) e l’ho applicata ai procedimenti che mi ha insegnato Mario, ovvero le statiche e le mezze rep esplosive.

La tecnica che ho ribattezzato STATIC 3+ (Non cercatela su google… è un nome inventato da me) è eseguita così:

  • Un peso che permetta 6 RM
  • Fare una statica a metà del R.O.M. di 10” e poi completare la ripetizione
  • 3” di recupero senza mollare il carico e poi altri 10” di statica
  • Recupero come sopra e poi di nuovo una statica prolungata sino a cedimento
  • A seguire, togliere il 30% del carico e senza riposo fare mezze ripetizioni nella fase del movimento più agevole, ovvero dal punto di massima attivazione delle statica sino a completamento del R.O.M. il tutto sino a vistosa perdita della velocità d’esecuzione.

In poche parole abbiamo in una serie di lavoro:

  1. Attivazione “elettrica” massima data dalle statiche
  2. Reclutamento massimo dato dalle mezze rep esplosive con carico comunque elevato
  3. Esaurimento dei fosfati
  4. Effetto pump, quindi lavoro lattacido dato dall’insieme della durata del processo.

Con questo processo si cerca di attivare le fibre, reclutarle al massimo, esaurirle e pompare l’acqua extra cellulare in intra cellulare.

Alla fine delle serie Matteo ha dei volumi e vascolarizzazione IMPRESSIONANTI.

Il problema è LA QUANTITà di stimolo da somministrare per evitare di esaurire il sistema neurale invece delle fibre.

Il tutto seguita da jump set ma su esercizi dello stesso gruppo muscolare in modalità puramente lattacida, serie da 100 rep per il lavoro settoriale metabolico e finale di stretch forzato.

In modalità half body, multifrequenza.

La peak week viene gestita con la percentuale di intensità percepita a scalare su percentuali di intensità soggettive che potrebbero essere interpretate anche come RPE e in questa fase l’obiettivo è solo quello di far girare i liquidi ed avere una transazione dell’acqua extracellulare in intra, anche per lo scarico dell’allenamento e quindi l’abbassamento dell’infiammazione muscolare.

Al momento della stesura di questo articolo, Matteo non è ancora andato in gara, ma per al momento della pubblicazione 2 di queste gare (Pro Cup WNBF di Figline Valdarno FI e Coventry UK) saranno già in “cantiere”… ecco a voi le foto di queste gare……. Parlano da sole…

Le logiche di tutte le preparazioni atleti sbb è abbondantemente spiegata nella scuola Preparatori SBB… vi aspetto per quello che è il percorso formativo più ricco e incredibile che esista in Italia.

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