ROAD TO LOS ANGELES campionato mondiale PRO 2018(parte 1)

ROAD TO LOS ANGELES campionato mondiale PRO 2018

 

 Una doverosa prefazione

 

Ci sono sempre una serie di persone che non hanno mai visto una gara di body building natural in vita loro e magari neanche una gara di nessun genere, che parlano di quanto possa essere controproducente prepararsi per una gara o avere una forma da gara.

 

Parlano di alterazioni ormonali, di atleti praticamente senza libido, di ciclo mestruale bloccato da mesi o da anni riferendosi ad esso come un “lusso” nell’epoca che si stà attraversando.

 

È inutile dire che tutte queste cose sono le scritture di persone che NON SANNO QUELLO CHE DICONO e soprattutto non sanno come si fa a preparare un atleta nel rispetto di una fisiologia che per quanto possa essere spinta verso la performance alla ricerca di un adattamento, è risaputo anche da mia figlia di 6 anni che se è così estrusa porta solo al PEGGIORAMENTO della performance.

 

Ho sempre portato l’accento su diverse situazioni che DEVONO essere tenute presenti in una preparazione, in primis i livelli di stress che ne derivano dalla vita privata che si sommano agli impulsi imposti dall’allenamento e dall’alimentazione.

 

In poche parole, chi parla di body building competitivo senza aver mai preparato nessuno (già l’essersi preparati è riduttivo, in quanto si parla solo ed esclusivamente di se stessi), in realtà sta solo cercando qualche like gratuito PISCIANDO FUORI DAL VASO e descrivendo situazioni scelte meticolosamente a proprio vantaggio in un ampio spettro di casistiche.

 

 

Con questo articolo voglio FINALMENTE far vedere che preparare un atleta ad un campionato del mondo potrebbe essere non così devastante come si crede.

 

L’equilibrio è fondamentale

 

Come già fatto vedere negli articoli che parlavano di Cosimo De Angelis (campione del mondo WNBF)  e Alessandro Manfredi (campione italiano assoluto NBFI)   si evidenzia che l’atleta deve essere centrato sulla gara, ma non per questo deve essere uno che si isola dalla vita normale di un essere umano qualsiasi.

 

Detto questo, anche nell’allenamento e nella alimentazione ci deve essere un equilibrio che porta ad una compensazione ed adattamento, ma anche che rispetti i livelli energetici necessari ad affrontare una vita normale di tutti i giorni.

 

Proprio per questo voglio parlare di uno dei miei atleti di punta che come lavoro primario NON fa il personal trainer ma il geometra e conduce uno studio in società con degli architetti.

 

Questo per evidenziare ancora di più che il seguire una alimentazione, allenarsi duramente e bere il necessario può essere sostenibile anche da chi non sta in palestra 10 ore al giorno.

 

 

 

Matteo Mazzotti in preparazione al mondiale 2018

 

Step 1 sino al 7 gennaio 2018

 

Alla fine del mondiale 2017, Matteo si è ritrovato con un +4,5 kg di massa magra rispetto a quello del 2016.

 

Ovviamente per lui ed il suo “sistema” questo è stato un processo “costoso”, ricordo a tutti che l’ipertrofia è il frutto di una compensazione ad uno stress.

 

La cosa che abbiamo voluto fare è quella di decomprimere un sistema che era spinto al massimo per poter far recuperare il suo sistema nervoso e poter prendere di nuovo “la rincorsa” per il mondiale 2018… in poche parole, in questa fase non si pensa a migliorare, ma a creare le basi per poter migliorare successivamente.

 

La logica si centra dapprima sulla cura meticolosa dei gruppi carenti con l’utilizzo di moltissimi esercizi complementari ed altamente settoriali, nonché su protocolli posturali per migliorare l’attivazione e la reazione di tali gruppi nella fase successiva che prevedeva le grandi alzate e una serie di esercizi fondamentali pesanti.

 

 

Questa parte iniziale con l’utilizzo di esercizi fondamentali e abbondanti buffer per mantenere una tecnica efficace e permettere la riattivazione del sistema nervoso, è iniziata con carichi leggeri sino a finire (dopo 5 settimane) con carichi più consistenti, e ovviamente una quantità di esercizi complementari per aderire al principio sopra descritto.

 

Questa fase è gestita in modalità multifrequenza full body.

 

Questo ha permesso a Matteo di recuperare soprattutto a livello del sistema nervoso che per il mondiale 2017 era stato iper sollecitato alla ricerca della massima performance.

 

Quindi la prima fase è stata: cura dei punti carenti, lavoro posturale e tecnica dei fondamentali con carichi a crescere e 4 allenamenti a settimana.

 

 

Scheda A

A seguire la ciclizzazione delle schede nelle 6 settimane di programma

 

 

 

Step 2 sino al 7 gennaio 2018

 

Finita la prima fase di recupero con la parte finale incentrata sulla nuova acquisizione degli schemi motori necessari alla seconda fase, inizia la parte cosiddetta di “accumulo”, ovvero fare un programma che permetta al suo sistema nervoso di potenziarsi e poter avere un maggior reclutamento delle fibre nella fase di ipertrofia.

 

Anche in questa fase non ci aspettavamo un miglioramento della composizione corporea, ma un aumento dei kg sui bilancieri.

 

Purtroppo questa fase è andata parzialmente in fumo per un evento lavorativo imprevisto da parte di Matteo che lo ha portato alla anarchia alimentare e allenante proprio nella fase finale de programma, inoltre c’è da dire che i grandi volumi affrontati in questo frangente si sono sommati al carico lavorativo di Matteo dando qualche noia a livello articolare e tendinea.

 

Il concetto di questo allenamento è stato tratto da un programma spiegato da Fabio Zonin al convegno nazionale della forza di Vicenza di dicembre.

 

Il concetto è quello di accumulare volume in 6 esercizi fondamentali che verranno effettuati ad ogni allenamento e di ciclizzarli con fasce di lavoro divise in MOLTO LEGGERO (VL) – LEGGERO (L) – MEDIO (M) – PESANTE (H).

 

 

Questo è lo scheletro della scheda tenendo presente che la fascia VL è al 53% del 1RM nella prima fase e 56% nella seconda, nella L le percentuali sono 63% e 66%, nella M 73% e 76% e nella L 83% e 86%.

Come potete constatare, non tutte le fasce di lavoro vengono coinvolte ogni giorno nel programma e quelli a seguire erano i suoi massimali all’inizio del programma

 

Come già detto, purtroppo il lavoro è stato ostacolato da momenti di vita normale e quindi non ha portato agli aumenti di carico cercati se non un leggero aumento sullo stacco da terra.

 

 

Qui mi fermo e vi invito e seguire l’articolo che uscirà la prossima settimana con gli altri 2 programmi che ci portano ai tempi odierni.

 

 

Successivamente, se vi piace l’idea, vorrei pubblicare i principi dei programmi di Matteo da qui sino al Mondiale.

 

 

Invito tutti a non seguire fedelmente le schede di Matteo che è un campione fuori dalla norma, ma di prendere semplicemente spunto per la propria programmazione tenendo presente che in questo articolo non trattiamo la parte alimentare che rimane comunque un pilastro portante di una preparazione.

 

 

Se volete seguire di pari passo la strategia SBB sulla programmazione annuale degli allenamenti e sui principi che la governano vi invito a leggere il mio libro CAMPIONI SI DIVENTA che descrive in 2 casi studio l’attuazione di tali principi.

 

 

Alla prossima settimana con l’episodio 2 di Matteo…

Riccardo Grandi

Riccardo Grandi

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