sarcopenia

Ciao Sbber,

oggi ti parlo di una patologia sempre più comune nelle persone anziane e non, la sarcopenia.

Prima di addentrarmi nell’argomento voglio darti due informazioni che saranno necessarie nel proseguimento dell’articolo:

  • la prima è che l’età media della popolazione mondiale si sta decisamente alzando, con tutte le conseguenze che questo comporta
  • la seconda è che la perdita di massa muscolare può portare a conseguenze ben più gravi rispetto a farsi dare del “secco” dall’amico grosso.

Con l’avanzare delle scoperte in campo medico e il netto miglioramento della qualità di vita (magari hanno anche ragione quelli del “si stava meglio prima”, ma è un dato di fatto che ora le condizioni di vita sono molto più confortevoli di un tempo) si vive decisamente di più, e per darvi dei dati cito il caro vecchio Wikipedia:

“Non solo l’età media della popolazione è aumentata negli ultimi decenni in modo straordinario, ma anche le previsioni di autorevoli organismi internazionali per i prossimi decenni confermano questa tendenza. Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite, infatti, nel 2050 l’età media a livello planetario sarà di 38 anni, mentre nel 1990 era di 26 anni (con un aumento pari a oltre il 46% in 60 anni). Si tratta di un fenomeno unico nella storia dell’umanità, di notevole rilevanza sia relativamente che assolutamente.”

Tra le conseguenze inevitabili di questo processo ci sono:

  • Aumento progressivo del numero degli anziani
  • Estensione del periodo di esposizione alle malattie

“È evidente che promuovere un’anzianità attiva (successful ageing) significa essere di giovamento sia al singolo individuo che all’intera collettività: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità ciò comporta minori costi ma anche una maggiore efficienza. L’invecchiamento della popolazione mondiale è uno dei processi epocali più rilevanti e procede in modo inarrestabile, a ritmi molto elevati.”

Ecco, credo che questo punto si colleghi in maniera inequivocabile all’argomento di questo articolo.

Sarai d’accordo con me sul fatto che vivere più a lungo non significa assolutamente vivere meglio, e lo puoi notare nella vita di tutti i giorni.

Per garantire una buona qualità di vita, nonostante il passare del tempo, è quindi assolutamente necessario promuovere quelle attività che favoriscono miglioramenti a lungo termine: attività fisica costante e stile di vita sano a 360°.

Cos’è la sarcopenia?

Il termine sarcopenia è stato coniato per la prima volta da Rosenberg nel 1989 e definiva una progressiva perdita di massa muscolare scheletrica dovuto all’avanzare dell’età.

In seguito ai successivi studi la definizione si è ampliata per incorporare la nozione di forza muscolare ridotta e / o prestazione fisica.

Ti sottolineo che, attualmente, sono state proposte diverse definizioni di sarcopenia ma non è stato ancora raggiunto un consenso.

Nel 2018 però il Gruppo di lavoro europeo sulla sarcopenia nelle persone anziane (EWGSOP) si è riunito per trovare una nuova definizione che mettesse d’accordo tutti, che prendesse in considerazione tutti gli aspetti di questa patologia e aiutasse a comprenderla al meglio e a fornire le migliori soluzioni in termine di prevenzione e cura.

I punti salienti emersi nel 2018, e che sono confermati da studi precedenti e successivi, furono i seguenti:

  • La sarcopenia non dipende unicamente dall’età della persona (si è visto che può iniziare anche dai 40 anni), ma ci sono molto altri fattori che contribuiscono alla patogenesi (stile di vita, sedentarietà, cause metaboliche)
  • Ad ora viene considerata a tutti gli effetti una malattia muscolare (insufficienza), con il basso livello di forza che supera, in termini diagnostici e di importanza, la poca massa muscolare.

Questo perché i clinici hanno visto come il basarsi sui livelli di forza sia più preciso e faciliti il riconoscimento di questa patologia, dato che quantificare la massa muscolare è oggettivamente difficile

La definizione che venne fuori fu quindi la seguente:

“La sarcopenia è un disturbo del muscolo scheletrico progressivo e generalizzato associato ad una maggiore probabilità di esiti avversi tra cui cadute, fratture, disabilità fisica e mortalità”.

Come puoi notare viene enfatizzata maggiormente la funzione, rispetto alla quantità di massa muscolare.

Secondo le ultime linee guida quindi la sarcopenia è molto probabile sia presente in caso di scarsi livelli di forza, se poi è associata anche a poca massa e a scarso rendimento fisico nelle ADL (attività di vita quotidiana) allora è considerata grave.

Ora voglio darti due numeri per aiutarti a capire la diffusione di questa patologia:

  • intorno ai 70 anni il 3% della popolazione soffre di sarcopenia, e la percentuale aumenta al 15% sugli 80 anni. Colpite sempre maggiormente le donne
  • Intorno ai 45-50 anni si possono verificare perdite di massa muscolare del 2%, che salgono tra il 5 e il 15% intorno ai 65 anni e ancora salgono anche sopra il 20-25% intorno agli 80 anni

N.B: ci tengo a sottolinearti come, nonostante i progressi nel campo e la sua rilevanza in ambito clinico, questa patologia resta ancora molto sconosciuta e ci siano ancora molte lacune nella sua gestione a 360°.

Sarcopenia: quali sono le cause?

Nonostante sia una patologia ancora controversa ci sono dei fattori che sappiamo con certezza che concorrono a portare le persone a soffrire di Sarcopenia:

  • l’invecchiamento porta ad una riduzione dell’attivazione delle cellule satelliti, che sappiamo avere una funzione importante in ottica ipertrofica
  • Diminuzione dei livelli di testosterone con l’avanzare dell’età, che comporta una diminuzione della sintesi proteica
  • Perdita di neuroni motori per apoptosi cellulare che comporta un calo di forza e una riduzione di dimensione della fibra muscolare
  • Inadeguata assunzione di proteine nella dieta
  • Con l’aumentare dell’età aumenta anche l’ossidazione delle proteine, che vengono sostituite da massa grassa
  • Diminuzione dell’attività fisica, che sappiamo essere uno dei fattori determinanti nell’incremento o nel mantenimento della massa muscolare.
  • Inoltre studi recenti hanno visto che ci potrebbe essere una correlazione tra Sarcopenia, Sindrome Metabolica e alti livelli di infiammazione

Questo elenco ti deve immediatamente far venire in mente una cosa:

“Ok ci sono alcuni punti dell’elenco che non si possono controllare, ma gli altri?”

Come puoi notare infatti ci sono fattori che non si possono assolutamente modificare (non si può fare nulla con l’inesorabile avanzare dell’età e tutto ciò che ne consegue), ma si può migliorare decisamente la situazione agendo su fattori che sono sotto il nostro controllo come attività fisica, una dieta bilanciata con un adeguato apporto proteico e il mantenimento di uno stile di vita corretto.

Sarcopenia: quali conseguenze?

Come ti ho detto all’inizio dell’articolo, no, il sentirsi dare del “secco” dall’amico grosso non è la peggior conseguenza della sarcopenia.

Questa “inefficienza muscolare” effettivamente comporta diverse disabilità che tendono a far peggiorare decisamente la qualità di vita della persona.

  • Aumentato rischio di cadute e di ospedalizzazione, con tutte le conseguenze che comporta
  • Minore forza nell’eseguire gesti di tutti i giorni
  • Minore resistenza muscolare e costante senso di affaticamento e debolezza

Tutte questi fattori a loro volta portano a:

  • Difficoltà nello svolgere le ADL (attività di vita quotidiana)
  • La prima porta a sua volta ad una minor indipendenza, in quanto alla persona occorreranno più aiuti esterni
  • Depressione e umore basso
  • I cambiamenti d’umore possono portare ad una ulteriore diminuzione dell’attività fisica, che portano evidentemente ad un peggioramento della situazione e il grosso rischio dell’instaurarsi di un circolo vizioso

Sarcopenia: cosa fare?

Bene, dopo averti parlato della parte più “negativa” adesso provo a darti qualche soluzione.

Come scritto sopra ci sono infatti fattori che possiamo andare a modificare per rallentare l’insorgenza o l’andamento di questa patologia, andando quindi a prevenire conseguenze più gravi.

Come avrai notato ho parlato di “rallentare l’insorgenza” e non di prevenzione totale, questo perché a riguardo le evidenze sono ben chiare: un calo di massa muscolare è FISIOLOGICO con l’avanzare degli anni, e non possiamo fare nulla per evitarlo.

Ma la sarcopenia si differenzia da una normale diminuzione proprio perché PATOLOGICA e presenta una perdita di forza e massa muscolare ben oltre il fisiologico.

Lavorare sullo stile di vita può però portare a:

  • Limitare la perdita di forza e di massa muscolare
  • Migliorare la qualità di vita
  • Evitare fastidiose complicazioni
  • Essere comunque grosso a qualunque età (scusate se è poco)
  • In poche parole: restare in salute

Quando parlo di stile di vita mi riferisco soprattutto a:

  • Allenamento: la parte a noi più famigliare, quasi ovvia come risposta in un contesto simile.

Le più attuali evidenze scientifiche ci suggeriscono che il resistance training (ma tutta l’attività fisica in generale) è decisamente un fattore determinante per la prevenzione e il rallentamento di questa patologia.

In diversi studi è stato infatti notato come, a parità di età, persone che si erano sempre allenate con costanza avevano perso una minor quantità di forza e massa muscolare. Un calo è fisiologico, certo, ma se solleviamo ghisa a sufficienza non dobbiamo preoccuparci assolutamente.

In altri studi si è evidenziato anche che, sottoposti ad un periodo di allenamento della forza, pazienti che soffrivano di sarcopenia miglioravano in maniera significativa in termini di massa muscolare, forza ed equilibrio.

Le linee guida consigliano mediamente 2-3 allenamenti settimanali che prevedano sia allenamenti contro resistenze, che allenamenti cardiovascolari.

D’altronde sappiamo che se vogliamo dare un segnale anti-catabolico al nostro organismo come possiamo farlo se non con l’allenamento?

  • Alimentazione: ecco un altro tassello fondamentale.

Abbiamo visto come malnutrizione e stati infiammatori persistenti e diffusi possono essere concause di sarcopenia.

In questo caso le linee guida si concentrano maggiormente sul ruolo delle proteine (premesso che l’ideale è mantenere un’alimentazione bilanciata nel corso di tutta la vita).

In molti studi è stato visto che negli anziani occorre aumentare la quantità di proteine a causa di una minore risposta efficace alle stesse, comparati a soggetti più giovani.

  • Integrazione: questo ambito, e tendo a sottolinearlo, per me è sempre la ciliegina sulla torta. Ovvero se vengono a mancare i fattori scritti sopra ci si fa il brodo a Natale.

In un recente studio si è evidenziato comunque come integrazione vitamina D, creatina e leucina, combinata ad un allenamento contro resistenze e ad un’alimentazione adeguata, può essere efficace nel migliorare la massa muscolare. Piò essere utile anche l’integrazione di proteine se non presenti in quantità sufficienti nella dieta.

CONCLUSIONI

Per concludere, da quanto emerge in letteratura, per rallentare l’andamento e prevenire l’insorgenza di questa patologia bisogna agire sui fattori che tutti noi DOBBIAMO PROMUOVERE ogni giorno ai nostri clienti e alle persone in generale, ovvero di mantenere uno stile di vita sano e attivo per tutta la vita.

“I pesi fanno male? Ma anche negli anziani?”

I pesi non fanno mai male, a nessuna età.

Ovviamente vanno contestualizzati, ma spesso e volentieri sono il farmaco migliore che esista in circolazione.

E a te è mai capitato un caso di sarcopenia?

Fammi sapere come hai agito, mi farebbe piacere aprire un dibattito costruttivo.

Un saluto a tutti.

Filippo Falchetti

Fisioterapista specializzato in esercizio terapeutico

Top Coach SBB

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Una risposta

  1. Posso dire con assoluta certezza che l allenamento con i pesi con i quali mi sono allenato da 35 anni hanno e danno tuttora a 57 anni i suoi risultati sia di forza che di volume

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