STORIA DEL CULTURISMO (quando c’era solo il natural bodybuilding)

Le origini del culturismo

La cultura fisica (o culturismo o bodybuilding), come sappiamo, è la disciplina che tramite l’allenamento con pesi e sovraccarichi ha come obiettivo il cambiamento della composizione corporea per finalità estetiche o competitive, tramite l’aumento della massa muscolare e la riduzione del grasso corporeo; ma qual è la storia del bodybuilding?

Il culturismo nel mondo antico

Possiamo dire che le origini del culturismo affondano nella cultura greca antica, dove educazione del corpo e competizione erano un valore riconosciuto come fondamentale in tutta la civiltà.

Nell’antica Grecia filosofia e sport erano strettamente uniti per esprimere il vigore della mente e del corpo, ugualmente importanti nello sviluppo della persona. L’attività fisica, infatti, si praticava nel Ginnasio (palestra-scuola), in cui si sviluppavano di pari passo il corpo e la mente.

Il lavoro sulla forza (eseguita tramite attrezzi rudimentali) non era solo un esercizio fisico finalizzato a svolgere meglio il lavoro quotidiano, ma rappresentava un modo per rinvigorire il fisico anche per chi non aveva necessità di utilizzare la forza fisica per lavorare (filosofi, politici e intellettuali).

Pensiamo poi ai gladiatori romani che si dovevano allenare ogni giorno per cercare di surclassare l’avversario nell’arena ed uscire vittoriosi (e vivi) ad ogni combattimento.

La cultura fisica nell’epoca moderna

Ma è verso la fine del XIX secolo che il sollevamento pesi prese una nuova direzione. Da esercizio di routine per chi voleva salvaguardare il proprio benessere psico-fisico, ad un vero e proprio sport. Sono gli anni in cui gli atleti muscolosi erano considerati un fenomeno da baraccone; gi atleti (circensi) ostentavano la propria forza sollevando carri o animali tra gli applausi degli astanti. Il culturismo infatti prese piede prima all’interno dei circhi e delle manifestazioni, poi nei circoli privati ed infine nelle palestre di ginnastica. Negli anni ‘20 si iniziò a separare dalla ginnastica e dalla pesistica, che presero strade diverse. L’obiettivo era un corpo sano, forte e bello.

Ora però torniamo indietro di appena qualche anno…

La prima competizione di bodybuilding

Nel XX secolo un uomo fu in grado di aprire la strada al bodybuilding agonistico: Eugen Sandow, considerato il padre del culturismo moderno: il primo bodybuilder di sempre. 

Si dice che Sandow fin dalla giovinezza, fu un grande ammiratore delle statue greche e romane e dalla perfezione di quei corpi scolpiti. All’età di 19 anni, si esibiva negli spettacoli circensi per Florenz Ziegfeld che notò ben presto che Sandow, la statua di carne, attirava il pubblico più per la grandezza e definizione dei suoi muscoli, che per l’immane forza nel sollevamento pesi.

Costui viene definito come un uomo dalla forza sovraumana e dall’agilità da ginnasta. Si allenava in multifrequenza con 3 allenamenti dai diversi carichi allenanti: era l’epoca pre-Weider.

La prima gara: The Great Competition

prima competizione culturismo bodybuilding
The Great Competition

Sandow organizzò nel 1901 all’Albert Hall di Londra “The Great Competition”, a tutti gli effetti la prima gara di bodybuilding della storia, annunciata con 3 anni di anticipo per dare il tempo ai partecipanti di prepararsi a dovere.

L’idea di Sandow era quella di promuovere la diffusione della cultura fisica e “offrire incoraggiamento a coloro che sono ansiosi di perfezionare il proprio fisico”. Il primo premio ammontava a 1.000 ghinee, una somma allettante per l’epoca. Visto il gran numero di interessati, Sandow organizzò delle gare locali per selezionare i partecipanti. Chi avesse vinto una gara locale poteva qualificarsi tra i 50 partecipanti alla Great Competition.

Ai partecipanti veniva chiesto di eseguire certi esercizi fisici e pose di fronte ai giudici valutatori. Dei 50 partecipanti, solo 12 poterono posare nella fase finale della gara ed essere valutati ulteriormente, il primo classificato fu William Murray.

Vista la grande attesa per un evento così unico nel suo genere e 15.000 spettatori, il merito di Sandow fu quello di riportare l’interesse e la voglia di allenarsi in tutta la nazione. In quell’epoca infatti la cultura fisica era pressoché nulla tanto che nemmeno a scuola era prevista educazione fisica.

La nascita del bodybuilding moderno

Sandow morì nel 1925, quando gli steroidi anabolizzanti come li conosciamo noi, erano ancora qualcosa di sconosciuto, almeno fino al dopoguerra, quando, per esigenze belliche, fungevano da stimolante per i soldati del Reich. Ecco che quindi si può proprio dire la famosa frase: “Il bodybuilding è nato natural”.

Il bodybuilding come lo intendiamo oggi, nacque negli Stati Uniti, quando nel 1946, i fratelli Weider, Joe e Ben, fondarono la IFBB (International Federation of Bodybuilding & Fitness). Dal 1965 (prima edizione del Mr. Olympia) al 1980, con Larry Scott, Sergio Oliva, Arnold Schwarzenegger, Franco Columbu e Frank Zane, il bodybuilding diventò un’attrazione di massa. È quella che si può chiamare “Golden Era”. A mio modo di vedere, l’epoca di Arnold fu l’apice del bodybuilding cosiddetto “conosciuto” o mondiale (quindi Mr. Olympia e dintorni). Da quel momento in poi credo ci sia stato un lento declino dal punto di vista estetico, fino ai livelli attuali.

prima competizione culturismo bodybuilding

A Joe Weider, inoltre, è da collegare l’avvento della monofrequenza e dell’allenamento a cedimento con tecniche che conosciamo e che si utilizzano ancora oggi.

Bodybuilding femminile

La prima bodybuilder della storia fu Abbye Stockton, californiana nata nel 1917. Iniziò a sollevare pesi una volta concluse le scuole superiori. Pensando alla condizione della donna in quell’epoca, possiamo solo immaginare quanto fosse mal vista una donna che praticava culturismo e quindi sollevamento pesi. C’era persino la credenza popolare che l’attività facesse diventare sterile (!).

All’epoca c’erano già alcune donne che praticavano il sollevamento pesi in ottica funzionale, ma parliamo di atlete che non avevano chissà quale sviluppo muscolare. Lei fu la prima a far convergere la bellezza fisica femminile e la forza in un’unica figura.

Abbye posò con atleti uomini dell’epoca, tra cui Steve Reeves, organizzò la prima gara di bodybuilding femminile nel 1947 ed aprì la prima palestra riservata alle donne.

E il doping?

Pare che nessuna sostanza venne usata nel culturismo prima del 1849 perché fu quello l’anno in cui ci scoprì il testosterone ed i processi fisiologici che ruotano attorno ad esso.

Un giocatore di baseball statunitense fu il primo atleta conosciuto adusare testosterone sotto forma di estratto testicolare di origine animale. Certo, parliamo di qualcosa che ricorda la pozione magica di Asterix, più che il doping evoluto di cui parliamo oggi. 

prima competizione culturismo bodybuilding

Alla fine degli anni ’30, dopo decine di anni di ricerca, si ebbe una conoscenza più approfondita degli ormoni dell’uomo e del loro funzionamento. In quegli anni ci fu un boom della ricerca e nel 1939 Adolf Friedrich Johann Butenandt vinse il premio Nobel per la chimica per le ricerche sugli ormoni sessuali. Lo scienziato isolò l’estrone e l’androsterone, studiato la costituzione dell’estrone e del progesterone e sintetizzato il testosterone.

Quando si comprese il potenziale commerciale del testosterone, le industrie farmaceutiche (grazie alla sintesi in laboratorio) lo fecero diventare un prodotto di consumo di massa; sicuramente diverso da quello che è diffuso oggi ma molto simile in termini di finalità di utilizzo.

Il doping è cambiato. E se oggi, da una parte è più sicuro, è anche vero che è più reperibile, economico e abusato. Fa raggiungere prima certi risultati e con di certo meno sforzo.

Spesso oggi in certi ambienti (anche non agonistici), c’è una tale foga a volersi “pompare” che si guarda più al diametro e al volume che all’estetica ed alla proporzione. Si pensi a quanti uomini sui palchi delle gare di bodybuilding hanno stomaci dilatati, fisici gonfi e muscoli acquosi: di certo ben distanti dai fisici di Zane, Schwarzenegger e colleghi dell’epoca.

Chiaramente di “Natural Olympia” c’è solo quello PNBA (che io sappia) e sicuramente non possiamo parlare di drug free nelle massime competizioni di 50 anni fa. 

Il bodybuilding natural nel 2021

Oggi esistono federazioni natural internazionali (anche longeve) che cercano di arginare il fenomeno del doping nel culturismo agonistico con ferrei controlli antidoping: DFAC, WNBF, PNBA, ICN. Tra le associazioni italiane di natural bodybuilding ricordo la NBFI, AINBB, WNBF ITALY e la FCFN.

Ovviamente non posso garantire la naturalità del 100% degli atleti di bodybuilding, sarebbe superfluo e non possiamo saperlo. Possiamo però sapere più da vicino cosa fanno i nostri atleti e quelli dei colleghi fidati. Dall’altro lato possiamo fare delle deduzioni tecniche anche su atleti che non conosciamo.

Di certo, se coloro che sappiamo (o crediamo) essere natural riescono a vincere, allora vuol dire che non abbiamo dopati che portano a casa le coppe a casa nostra.

prima competizione culturismo bodybuilding - natural

Il mondo del bodybuilding natural è la nicchia dello sport di nicchia e in quanto tale deve restare inviolabile, motivo per cui “gli altri” non li vogliamo. Non ne faccio solo una questione di legalità, perché si sa cosa accade altrove con tacito consenso, ma ritengo sia giusto competere ad armi pari.

La scelta natural vuol dire soprattutto puntare a qualcosa che ci si porta dietro per una vita. È una scelta per la salute, per l’etica, per la legalità. Un natural bodybuilder può arrivare a competere anche oltre i 50 o 60 anni nelle opportune categorie, grazie allo stile di vita salutare e sostenibile. Non è un caso che Schwarzenegger sia arrivato ad allenarsi ancora oggi alla sua età, mentre attualmente alcuni atleti muoiono a 30 anni per cause sospette.

Il bello del natural bodybuilding è pensare di fare tutto con le proprie forze e notare che il tempo e l’età possono essere alleati.

Tornare alle origini e scegliere il natural bodybuilding?

Oggi forse è più facile restare natural, o meglio, competere da natural. Credo sia giusto che chi si dichiari natural si comporti da natural e chi voglia partecipare agli open, lo faccia consapevolmente.

Di norma, vediamo differenze abissali tra competizioni natural e “open” di oggi (soprattutto ad altissimi livelli). La differenza maggiore sta nell’estetica. Talvolta si vedono atleti talmente dopati da sembrare quasi creati in laboratorio (soprattutto nella categoria bb femminile).

*(Un cenno particolare su Terrence Ruffin, però: Classic Olympia da 10 e lode (secondo me) anche perché posa come un dio.)

Certo, devo dire, per chiudere, che ho cambiato idea sulle competizioni “open”. Fermarsi al mondo delle gare natural se si pensa che un atleta natural (magari una Bikini) possa ottenere di più altrove in base ai criteri delle varie giurie, è da stupidi. E io non sono un ipocrita.

È giusto pensare al proprio tornaconto (e quindi alle medaglie) come atleti e preparatori, soprattutto se non si imbroglia nessuno (e anzi, si rischia invece di passare negativamente per quello che non si è).

Peace & love.

Riccardo Fila Robattino

Top Coach SBB

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